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Palliser Capital chiede al CdA di Recordati il ritiro del sostegno all'OPA che sottovaluta la società

Finanza
Palliser Capital chiede al CdA di Recordati il ritiro del sostegno all'OPA che sottovaluta la società
(Teleborsa) - Palliser, società di gestione di investimenti alternativi che adotta una filosofia di investimento value-oriented ed event-driven, ha mandato una lettera al CdA di Recordati, di cui sostiene di essere azionista, con la quale invita il consiglio stesso a ritirare il proprio sostegno all'offerta pubblica di acquisto (OPA) lanciata da Respighi BidCo (veicolo di CVC e GBL) a 51,29 euro per azione; tale offerta, a giudizio di Palliser, "sottovaluta in modo significativo Recordati e penalizza ingiustamente gli azionisti di minoranza".

Palliser ritiene che il consiglio debba agire in conformità ai propri doveri fiduciari, ritirando il sostegno all'offerta e sollecitando il consorzio composto da CVC e GBL a riconoscere un corrispettivo equo e congruo a tutti gli azionisti, incrementando il prezzo a non meno di 60 euro per azione.

Le preoccupazioni di Palliser vanno oltre il prezzo del tutto inadeguato e riguardano anche "gravi carenze nel processo di valutazione, significativi conflitti di interesse nella governance e una struttura dell'operazione concepita per indurre con la coercizione gli azionisti di minoranza ad aderire all'offerta".

Nello specifico: l'offerta a 51,29 euro si basa su una valutazione profondamente errata che comprime selettivamente il valore di Recordati e presenta un forte scostamento negativo rispetto alle evidenze di mercato indipendenti (gli amministratori indipendenti di Recordati si sono espressi all'unanimità contro l'operazione, sulla base della conclusione di Rothschild & Co. secondo cui l'offerta è iniqua per gli azionisti di minoranza); l'offerta è priva di un avallo indipendente (sei amministratori non indipendenti, legati al consorzio o aventi interessi finanziari nell'operazione, hanno promosso l'offerta nonostante l'opposizione unanime di tutti e quattro gli amministratori indipendenti, evidenziando una chiara falla nella governance di Recordati); gli azionisti sono sottoposti a pressioni eccessive affinché accettino subito un'offerta finanziariamente inadeguata, pena il rischio di rimanere bloccati in titoli illiquidi e non più quotati, privi di tutele per le minoranze e soggetti a un diritto di recesso fortemente penalizzante nell'ambito di una successiva fusione finalizzata al delisting.
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