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Ventoruzzo (AMF Italia): la riforma TUF non ha eliminato tutele essenziali

Finanza
Ventoruzzo (AMF Italia): la riforma TUF non ha eliminato tutele essenziali
(Teleborsa) - "Da giurista, voglio dire innanzitutto di non dare troppo peso alle regole. Le regole sono importantissime, però non sono le regole - e se così fosse sarei preoccupato - che fanno dire a un imprenditore e a un investitore "Oh, che bello! Quotiamoci o investiamo". La funzione delle regole è molto più modesta, non deve scoraggiare l'imprenditore ad andare in Borsa o a restarci o non deve far preoccupare l'investitore e sarebbe un po' come col matrimonio: non è che incentivi i matrimoni rendendo la disciplina degli obblighi e dei doveri reciproci più o meno severa. Quindi, a mio avviso, molto è dato da come le regole poi sono concretamente applicate dall'enforcement, dai tribunali e dalle autorità di controllo". Lo ha detto Marco Ventoruzzo, presidente di AMF Italia, all'incontro sulla corporate governance organizzato da Assonime, Comitato Italiano per la Corporate Governance e Consob.

La riforma del TUF "segna e dimostra una cosa che per me è più importante delle legittime diversità di opinione, cioè una consapevolezza del fatto che i mercati dei capitali sono per l'Italia e l'Europa un motore fondamentale e non ancora pienamente sviluppato. Questo è una consapevolezza che mi pare, se non altro spinta dalla necessità, ha acquisito ancora maggiore forza e anche questo è un dato molto positivo".

Sulla cabina di regia, criticata da alcuni, Ventoruzzo ha sottolineato che "crea un contesto in cui, appunto, il cantiere resta aperto. Qualcuno ha anche cominciato a dire "Ma sinora non ho ancora visto granché", ma ci mancherebbe altro. La riforma è uscita in Gazzetta Ufficiale pochi mesi fa. È opportuno riflettere un attimo, raccogliere le idee e operare".

Sempre parlando degli aspetti più criticati, il giurista ha detto: "Io non credo che francamente nel complesso la riforma abbia eliminato delle tutele veramente essenziali. In molti casi ci si è limitati ad allineare le scelte italiane a quelle europee. In molti casi è cambiato il contesto. L'esempio paradigmatico è quello delle assemblee: certo, nel 1998 sono state introdotte regole diverse ma con dati di partecipazione alle assemblee societarie molto diversi. Quindi, in un certo senso, alcune delle modifiche che sono oggi presenti credo possano leggersi come un aggiornamento e un adeguamento al contesto cambiato".

Sulle piccole e medie imprese "non credo che quelle quattro semplificazioni francamente siano particolarmente preoccupanti - ha detto - Non dimentichiamo che comunque sono rimesse all'autonomia statutaria, il che vuol dire ai soci anche con regole di maggioranza e di tutela rafforzate. Se le esaminiamo una per una, francamente ritenere che si sia distrutta un'impalcatura di protezione secondo me è un'esagerazione. Quello che io avrei scritto diversamente è un po' l'ambito di applicazione, perché l'ambito di applicazione obiettivamente è un pochino complesso con quel sistema, le piccole medie imprese da un lato, le neo-quotate dall'altro. Poi questo effetto prenotativo per cui se io faccio una modifica mi trascino il diritto di aggiungerne anche altra. Lì secondo me un criterio di ambito di applicazione un pochino più netto, un pochino più semplice, avrebbe aiutato".

Sulle azioni a voto multiplo e maggiorato, il presidente di AMF Italia ha detto: "Almeno sul voto multiplo i dati ci confermano che non è che c'è stata questa alluvione di ricorso al voto multiplo. Il che vuol dire che un giudizio di mercato, anche nel nostro bistrattato mercato, c'è. Il voto maggiorato piace, però ha delle caratteristiche diverse. Non posso negare che forse spinti anche un po' dalla competizione regolamentare, un po' la mano è sfuggita. Io personalmente una qualche formula di sunset l'avrei messa. Mi pareva e mi pare tutt'ora anche un segno agli investitori, però sono soddisfatto di quella modifica fatta un po' in zona Cesarini di sospensione del voti maggiorati in occasione di operazione di delisting. Quella mi sembrava sacrosanta ed è anch'essa una cosa positiva".

Sui modelli di governance, "in tutta franchezza, la modifica è stata più formale che sostanziale. Su quella parte lì forse si poteva essere da un lato un pochino più creativi e anche un po' più coraggiosi, ad esempio col monistico". "Naturalmente, ma qui è quasi ormai sparare sulla Croce Rossa, la norma boomerang della lista del CdA è stato un episodio assolutamente infelice. Capita, vabbè, rimbocchiamoci le maniche e riscriviamole in modo in decente".
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