Nscale, l'Ipo si scontra con il nodo valutazione e il raffreddamento del mercato AI
L'azienda punterebbe a una valorizzazione di 30 miliardi di dollari ma per una parte del mercato non supera i 19 miliardi
(Teleborsa) - Nscale, sviluppatore britannico di data center sostenuto da Nvidia, sta incontrando resistenze tra gli investitori sulla valutazione della sua futura Ipo.
E' quanto riporta Bloomberg specificando che la società punterebbe a una valorizzazione intorno ai 30 miliardi di dollari, ma una parte del mercato ritiene più realistico un intervallo compreso tra 16 e 19 miliardi.
A influenzare il giudizio degli investitori sono anche le recenti delusioni arrivate dal comparto dell'intelligenza artificiale, tra cui il fallimento del progetto di quotazione della società australiana Firmus, in un contesto già complessivamente appesantito dai dubbi sulla capacità del settore dell'intelligenza artificiale di generare ritorni sostenibili a fronte di ingenti investimenti.
Quotazione in attesa del via libera
Il divario tra le aspettative di Nscale e quelle dei potenziali investitori potrebbe tradursi in un rallentamento del percorso verso la Borsa. La società ha presentato pubblicamente la documentazione per la quotazione negli Stati Uniti il 18 settembre, ma non ha ancora avviato il roadshow, nonostante sia trascorso il periodo di attesa previsto.
Sempre secondo rumours, il gruppo sta ancora esaminando le osservazioni della Securities and Exchange Commission (SEC) e punta ad avviare l'offerta una volta concluso il confronto con l'autorità di vigilanza. Le discussioni restano aperte e non è stata ancora assunta una decisione definitiva sui dettagli dell'operazione, mentre l'azienda ha preferito non commentare le indiscrezioni.
Il mese scorso la società ha intanto raccolto 3,36 miliardi di dollari in un round di finanziamento pre-Ipo guidato da Third Point di Dan Loeb, con la partecipazione di investitori come Nvidia, Apollo Global Management, Citadel, Hudson Bay Capital e Abu Dhabi Investment Council.
Le difficoltà operative pesano sul dossier
Alle incertezze sulla quotazione si aggiungono alcune criticità operative. Microsoft, uno dei principali clienti di Nscale, ha infatti deciso di ritirarsi da un accordo per un data center nel Regno Unito a causa dei ritardi legati alla disponibilità di energia elettrica.
Inoltre, lo sviluppatore britannico, impegnato anche nello sviluppo di data center in aree, quali Norvegia e West Virginia, sta facendo i conti con alcuni ritardi nel sito scandinavo, uno dei suoi progetti di punta, a causa problemi nel sistema di raffreddamento, vincoli normativi, rallentamenti nei lavori e un incendio.
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