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Banca d'Italia, Altimari: squilibri globali sono tornati centrali, serve cooperazione

L'intervento del vicedirettore generale alla conferenza Women in Economics (We_Are_In)

Economia
Banca d'Italia, Altimari: squilibri globali sono tornati centrali, serve cooperazione
(Teleborsa) - "Gli squilibri globali sono tornati in primo piano nel dibattito di policy": lo ha detto il vicedirettore generale della Banca d'Italia, Sergio Nicoletti Altimari, nel discorso di apertura della sesta conferenza Women in Economics (We_Are_In) su macroeconomia e finanza. L'allargamento degli squilibri di conto corrente, "centrato sul disavanzo Usa e sull'avanzo cinese", rilancia i temi della sostenibilità delle posizioni esterne e delle vulnerabilità finanziarie. Affrontarli, ha spiegato, "significa in gran parte affrontarne le radici interne: il basso risparmio negli Stati Uniti, i consumi deboli in Cina e gli investimenti insufficienti in Europa".

Una ricerca di Bankitalia mostra che l'export cinese intensifica la concorrenza globale e approfondisce le dipendenze strategiche: per l'area euro è uno shock disinflazionistico che indebolisce investimenti ed export nei mercati terzi.

Servono "cooperazione internazionale e azione coordinata": politiche non coordinate possono ridurre gli squilibri ma danneggiare crescita e stabilità finanziaria, mentre le restrizioni commerciali unilaterali "aumentano costi e incertezza senza garantire soluzioni durature" e, come la storia ha mostrato, "possono ritorcersi contro i Paesi che le impongono".

Innovazione e pagamenti

Le banche centrali "non possono essere semplici spettatrici": l'Eurosistema vuole "abbracciare l'innovazione" per preservare la moneta di banca centrale come pilastro di fiducia. L'euro digitale garantirà l'accesso al denaro pubblico nei pagamenti quotidiani, Pontes, operativa dal 21 settembre, regola in moneta di banca centrale le transazioni finanziarie tokenizzate, e Appia plasmerà nel lungo periodo i mercati tokenizzati europei. Sull'intelligenza artificiale occorre comprenderne i rischi per la stabilità finanziaria, con "salvaguardie adeguate e governance efficace".

Politica monetaria

Gli shock sono "più grandi e più frequenti", tra conflitti, tensioni commerciali e crisi energetiche, e i debiti pubblici in crescita aggiungono complessità. Nell'area euro l'integrazione incompleta e le risorse comuni limitate "rischiano di sovraccaricare la politica monetaria". Le aspettative di inflazione, ha ricordato, "non si formano meccanicamente": per le banche centrali è essenziale "una comunicazione chiara e coerente all'interno di un quadro credibile".
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