(Teleborsa) -
La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi, sia quelli di Acciaieria d'Italia e sia quelli di Ilva in amministrazione straordinaria contro lo
stop dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto. Il decreto dei giudici di
Milano resta quindi valido. È quanto emerge dalle motivazioni della sentenza.
Ex Ilva si ferma La "omessa valutazione delle risultanze dello studio di Vis e del parere favorevole d
ell'Iss su cui si è basato il rilascio dell'Aia 2025, la mancata indicazione di quali sarebbero i diversi e ulteriori limiti di sicurezza entro cui ricondurre l'emissione di polveri, il riferimento non già al livello di produzione di acciaio attuale, ma al più elevato scenario produttivo autorizzato (6 Mt/a)". è uno dei motivi che hanno portato la Cassazione a rigettare i ricorsi straordinari di Ilva e di Acciaierie d'Italia contro il decreto della Corte d'Appello di Milano con cui, di fatto, si dispone la chiusura
dell'area a caldo dell'ex Ilva.Cassazione rigetta ricorsi contro stop area a caldoLa Cassazione afferma che
"viene in rilievo una vicenda di annosa e complessa portata sul piano economico, sociale e umano, su cui si sono già espresse la Corte costituzionale, la Corte europea dei diritti dell'uomo e la Corte di giustizia dell'Unione europea. Il massimo livello di tutela apprestato dalla Carta costituzionale alla vita, alla salute e all'ambiente, specie dopo la riforma costituzionale degli artt. 9 e 41, ma già prima con gli artt. 2 e 32 della Costituzione, è un dato acquisito; così come sono evidenti i limiti (ri)disegnati dall'art. 41 Cost. alla libertà dell'iniziativa economica privata, che 'non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all'ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
Quanto al diritto al lavoro, indiscutibilmente di valore primario in una Repubblica democratica che su di esso è fondata (art. 1 Cost.), assume un ruolo preminente l'impegno della Repubblica non solo a riconoscere 'a tutti i cittadini il diritto al lavoro', ma anche - e soprattutto -
a promuovere le condizioni che rendano effettivo questo diritto (art. 4 Cost.)".
promuovere condizioni che rendano effettivo diritto a lavoroLe sezioni unite della Cassazione "
ritengono che una ponderata decisione
sulle censure mosse al provvedimento di inibitoria collettiva, ora assoggettato a scrutinio di legittimità, non possa
prescindere da una ricostruzione diacronica della vicenda economica, normativa e giudiziaria, rivista alla luce dell'impatto ambientale
spiegato dal complesso siderurgico di Taranto e dei plurimi interventi pubblici posti in essere per salvaguardarne la continuità"