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Giovedì 27 Febbraio 2020, ore 11.56
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Millennium

Il bull market dei bond non è secolare, è millenario.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Al momento la classe d’investimento più attraente è la periferia europea, azionaria e obbligazionaria. Non bisogna essere troppo preoccupati dagli ostacoli lungo il cammino. La corte costituzionale tedesca approverà quasi certamente l’Esm. La Spagna finirà con il richiedere aiuto e la Bce entrerà in azione. Non ci sarà bisogno di rendere pubblico un target di spread. La Fed, in questi quattro anni, è riuscita a fare scendere tutta la curva dei rendimenti senza mai comunicare un target, se non sui Fed Funds. Facendo in pratica sparire la carta fino a tre anni, la Bce costringerà gli italiani e gli spagnoli a comperarsi titoli sempre più lunghi e ne farà scendere i rendimenti.

Non bisogna nemmeno preoccuparsi dei toni sempre più acidi e stizziti degli oppositori tedeschi dell’intervento della Bce. Sono nell’angolo, almeno per adesso, e possono solo alzare la voce. Quanto alla Merkel, da sempre regina di ambiguità, l’appoggio contemporaneo a Weidman e Draghi è un espediente politico da una parte e un tenersi aperta una via di riserva dall’altra. Il consenso popolare verso la Merkel continua a salire, è arrivato al 69 per cento, ed è solo questo che conta. Più la Merkel è tranquilla, più i Btp avranno spazio per salire.

I gestori professionali potranno allungarsi gradualmente lungo la curva della periferia sfruttando la leva e le irrisorie commissioni di intermediazione. Gli investitori individuali, per contro, avranno convenienza a portarsi fin da subito su scadenze lunghe. Manteniamo il suggerimento di non superare il 20-25 per cento nell’esposizione alla periferia, ma pensiamo si possa essere più aggressivi nell’uso di questa parte del portafoglio. Per compensare, si potrà invece approfittare di eventuali ulteriori rialzi per abbassare il profilo di rischio delle altre componenti.

Abbiamo vissuto un’altra settimana di limbo. Molti commentatori ipotizzano che se ne uscirà bruscamente nei prossimi giorni, o verso l’alto o verso il basso. Per parte nostra, continuiamo a pensare che settembre non sarà così volatile come si potrebbe credere. Quando in calendario è programmata una lunga e fitta sequenza di eventi imprevedibili (come accade, tipicamente, nelle settimane in cui vengono pubblicati gli utili), il singolo evento, per quanto sorprendente, viene temporaneamente messo tra parentesi perché l’evento successivo, previsto per di lì a poco, potrebbe essere di segno opposto. Solo alla fine del ciclo di eventi il mercato si sente di fare un bilancio e reagire.

Verrà certamente, forse in novembre o dicembre, il momento in cui il protagonismo dei policy maker lascerà il campo a economia e utili. Saranno i dati fondamentali di quel momento, non quelli di oggi, a decidere se si romperà verso l’alto o verso il basso.
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