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Domenica 22 Settembre 2019, ore 09.51
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Schrebergarten

Questione greca e scontro di civiltà

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Suona dunque un po’ eccessivo che la distanza tra la Merkel e Tsipras sia spesso presentata e vissuta come uno scontro di civiltà tra il neoliberismo selvaggio da una parte e la dignità, la solidarietà e la speranza dall’altro.

Suona ancora più eccessivo se si considera che l’ultimo piano Juncker (che Tsipras avrebbe probabilmente firmato se non avesse capito che la sua maggioranza non l’avrebbe sostenuto) vedeva alla fine una distanza tra le parti su tre soli punti riguardanti un ammontare complessivo di 600 milioni di euro (anche meno secondo alcune fonti). Il neoliberismo selvaggio e l’Europa dei banchieri chiedevano di togliere alle isole lo sconto sull’Iva, di abbassare le spese militari e di fare partire da subito la riforma delle pensioni.

Modellini di SchrebergartenIl fronte della dignità e della speranza voleva mantenere l’Iva più bassa nelle isole, non tagliare le spese militari e fare partire la riforma delle pensioni da ottobre. I punti sull’Iva e sulle spese militari, per inciso, erano considerati irrinunciabili dai Greci Indipendenti di Kammenos, la formazione di destra alleata di Syriza.

Con il successo del referendum, Tsipras si è rafforzato non nei confronti dei creditori ma nei confronti del suo fronte interno. L’approvazione parlamentare dell’accordo con i creditori, molto problematica prima del referendum, è oggi garantita da una delega praticamente in bianco dell’intero sistema politico greco, che si è impegnato a ratificare qualsiasi accordo Tsipras porti a casa.
Il referendum a sorpresa ha però irrigidito, non indebolito, il fronte dei creditori. È in particolare in Germania che il sentimento antigreco si è rafforzato nei partiti, nella stampa e nell’opinione pubblica. Curiosamente, la forza politica più schierata in favore dell’espulsione della Grecia dall’euro è la Spd, che spera in questo modo di vellicare la pancia dell’elettorato e di mettere in difficoltà ancora maggiore la Merkel.
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