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Gioco, Gnazzi e Pimpinella: “La nuova frontiera della legalità passa da compliance e pagamenti”

Economia
Gioco, Gnazzi e Pimpinella: “La nuova frontiera della legalità passa da compliance e pagamenti”
(Teleborsa) - "Il termine compliance indica la conformità normativa: definirla un costo sarebbe paradossale, perché nel mercato del gioco legale è naturale che gli operatori siano conformi alla legge. Gli operatori sostengono certamente molteplici costi di compliance, sia formali (certificazioni ISO, parità di genere, gioco responsabile) sia sostanziali (contrasto al riciclaggio e alla ludopatia). Il costo della compliance non va visto come un costo vivo: è l’assenza di compliance a generare un’esternalità negativa, creando margini per l’illegalità che penalizzano chi rispetta le norme e determinando un doppio binario di concorrenza sleale.

Gli operatori leciti hanno dovuto assistere lo Stato nel costruire una rete di tutele per ricondurre il gioco irregolare (spesso nelle mani della criminalità) a un gioco legale, partendo però con uno svantaggio competitivo iniziale. Serve quindi un atteggiamento legislativo non eccessivamente repressivo, altrimenti si favorisce chi opera sotto traccia.

La nuova frontiera della legalità passa oggi dai pagamenti. L’offerta illegale, in particolare quella online, non può esistere senza circuiti che ne movimentino gli incassi: ogni puntata raccolta e ogni vincita erogata fuori dal perimetro legale lascia comunque una traccia finanziaria. In un contesto in cui le segnalazioni di operazioni sospette hanno raggiunto nel 2025 il livello più alto di sempre, con oltre 162.000 comunicazioni ricevute dall’UIF, il presidio antiriciclaggio assume un valore ancora più strategico. Intercettare, qualificare e, dove necessario, interrompere quei flussi è probabilmente lo strumento di contrasto più efficace di cui il sistema disponga, perché colpisce l’illegalità nel punto in cui è più vulnerabile: la sua sostenibilità economica.

Per questo la compliance nei pagamenti, l’adeguata verifica della clientela, la tracciabilità delle operazioni, il monitoraggio dei flussi anomali, la piena integrazione con il quadro antiriciclaggio, deve diventare uno standard condiviso lungo tutta la catena, e non un onere che grava soltanto su chi già opera nella legalità.

Un ruolo decisivo spetta agli intermediari dei pagamenti, chiamati a essere parte attiva nel distinguere i flussi leciti da quelli che alimentano l’offerta clandestina, e a non prestare inconsapevolmente i propri circuiti a operatori privi di titolo o per procedure non efficaci per una effettiva tracciabilità. La prevenzione antiriciclaggio, in questo senso, è il punto in cui la difesa della legalità del gioco si salda con la tutela dell’ordine economico, dell’integrità dei mercati e della sicurezza del Paese.

Quanto all’omnicanalità, il gioco online non sostituisce quello fisico, lo completa: le abitudini sono ampliate, non sostituite. Il fisico (regolamentato dal 2004) ha subito aumenti di tassazione, limiti orari, distanze dai luoghi sensibili e tessera sanitaria, mentre l’online ha goduto di minori vincoli, tassazione agevolata e costi inferiori. Questa disparità penalizza tutti e rischia di alimentare ulteriormente l’illegalità. Il riordino è fondamentale per riequilibrare l’offerta e mettere il giocatore in condizione di scegliere il legale".

È quanto ha affermato Raffaele Gnazzi, Legal & Compliance Director di Novomatic Italia e CEO di ADMIRAL Pay, nel suo intervento all’evento 'Legalità in Gioco' del 14 luglio 2026 alla Camera dei Deputati.

"Io sostengo da anni che la compliance è un valore per l’impresa, ma quando si parla di legalità nel mio mondo si parla di tracciabilità del denaro. Altrimenti non possiamo parlare di legalità se non c’è tracciabilità. Quando parliamo di soggetti vigilati e autorizzati dalla Banca d’Italia parliamo di tracciabilità completa 24 ore su 24: identificazione della persona, trasferimento del denaro, bonifici. Parliamo quindi di legalità a 360 gradi. Quando invece parliamo di strumenti che non sono tracciabili, per me non parliamo di legalità", ha aggiunto il Presidente dell'Associazione Italiana Prestatori Servizi di Pagamento, Maurizio Pimpinella.
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