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Lavoro, Piano Autoimpiego ha ammesso oltre 3.200 domande in un anno

I risusutati ad un anno dall'avvio dello sportello online per la richiesta di incentivi all'apertura di una nuova impresa o attività professionale

Economia, Welfare
Lavoro, Piano Autoimpiego ha ammesso oltre 3.200 domande in un anno
(Teleborsa) - A un anno dall’apertura dello sportello per la richiesta di incentivi all'avvio di nuove imprese o per attività professionali in proprio, riservato ai giovani under 35, arrivano risultati molto positivi dall'iniziativa. "I risultati confermano la coerenza di una strategia che il Governo porta avanti fin dall’inizio del mandato su 2 direttrici complementari. Da un lato, il sostegno all'occupazione attraverso incentivi e strumenti che favoriscono assunzioni stabili, regolari e retribuite con il Salario Giusto; dall'altro, il sostegno all'autoimpiego per accompagnare i giovani nella creazione di nuove attività economiche capaci, a loro volta, di generare occupazione e sviluppo nei territori", commenta il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone, mettendo il punto sulla partecipazione delle donne che rafforza "un circolo virtuoso di partecipazione, autonomia economica e crescita occupazionale".


I numeri di un anno


Il Piano Integrato Autoimpiego (PIA) lanciato dal Ministero del Lavoro, ad un anno dall'apertura dello sportello online, ha portato all'approvazione di ben 3200 progetti approvati, con il coinvolgimento di circa 3500 giovani, per un totale di 260 milioni di euro di investimenti attivati e 215 milioni di euro di agevolazioni concesse. E' il bilancio tracciato dal dicastero di Via Veneto ad un anno dall'avvio del Piano.

Le domande presentate sono state 5.946, per circa 363 milioni di euro di agevolazioni richieste, pari al 63% della dotazione disponibile, che hanno coinvolto più di 6300 giovani. Le richieste provengono da tutte le regioni italiane ma sono le aree della Zona Economica Speciale a far registrare la percentuale più elevata di domande sul totale (il 66%). Circa l’80% delle agevolazioni concesse è destinato al Sud. Particolare rilievo assume la partecipazione delle donne: il 39% delle domande presentate riguarda iniziative a guida femminile, con un’incidenza più elevata nelle regioni del Mezzogiorno.

IL contributo di Invitalia


"La possibilità di fare impresa si costruisce anche rendendo gli incentivi più accessibili e portando competenze e servizi nei territori in cui nascono le idee", ha sottolineato l’Ad di Invitalia Bernardo Mattarella, -aggiungendo che "è su questo terreno che si misura il valore dell’accompagnamento di Invitalia: aiutare gli aspiranti imprenditori a trasformare un’intuizione in un progetto solido, dall’accesso alle agevolazioni fino alla realizzazione dell’attività".

L’iniziativa co-finanziata dall’Unione Europea attraverso il Programma nazionale Giovani, donne e lavoro - Fse+ 2021-2027, si avvale per l’attuazione di una partnership istituzionale tra Ente Nazionale Microcredito, Invitalia e Sviluppo Lavoro Italia.

Invitalia segue l'intero ciclo di attuazione delle misure attraverso le linee di intervento Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord, a partire dalla valutazione delle domande fino all'erogazione degli incentivi ed affiancando i beneficiari insieme all’Ente Nazionale per il Microcredito, con servizi di accompagnamento, tutoring e supporto allo sviluppo delle iniziative finanziate. Per far conoscere le opportunità offerte dal Piano e favorire l’accesso alle agevolazioni, nel corso del primo anno sono stati organizzati 185 incontri.


I progetti finanziati


Le iniziative ammesse interessano soprattutto turismo (28%), servizi alla persona (24%), servizi alle imprese (15%), l'ICT (8%) e il manifatturiero (7%). Il restante 18% è diviso tra i settori agroalimentare, commerciale e costruzioni con progetti che puntano anche su innovazione, digitalizzazione e sostenibilità.

La maggior parte delle iniziative riguarda nuove attività d'impresa (l'82%), mentre la quota restante interessa il lavoro autonomo e le professioni (18%).

Tra le iniziative finanziate, una quota significativa punta sull'innovazione, sulla digitalizzazione dei processi e sulla sostenibilità ambientale, ma emerge anche la volontà di molti giovani di rientrare in Italia o di tornare nei territori di origine portando con sé esperienze e competenze maturate all'estero. Accanto a queste esperienze emerge l’interesse a valorizzare attività familiari e tradizioni produttive locali, reinterpretandole in chiave moderna e sostenibile. Numerose iniziative inoltre si distinguono per la loro capacità di generare impatto sociale e rispondere a bisogni collettivi delle comunità di riferimento.
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