Innovazione in miglioramento in UE. Italia al 13° posto in classifica
La crescita dell'innovazione punta ad accrescere la competitività ed il benessere dell'UE
(Teleborsa) - Continua a migliorare l'innovazione in Europa, nonostante la concorrenza di alcune economie emergenti, come la Cina ed altri Paesi del sudest asiatico, Secondo l'indice europeo di valutazione dell'innovazione (EIS) il punteggio complessivo è in aumento di 11,6 punti percentuali dal 2019.
L'indicatore - sottolinea la UE - conferma così quasi un decennio di crescita costante, evidenziando la resilienza dell'ecosistema europeo dell'innovazione in un ambiente globale sempre più competitivo.
Tra il 2025 e il 2026 i risultati dell'UE in materia di innovazione sono migliorati di 1,7 punti percentuali, dopo un aumento più modesto di 0,5 punti percentuali nell'anno precedente. Sebbene tutti gli Stati membri dell'UE abbiano registrato progressi, i risultati variano notevolmente da un paese all'altro.
"Le prestazioni in materia di innovazione sono essenziali per la competitività dell'Europa", commenta Stéphane Séjourné, Vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la strategia industriale, ricordando l'Industrial Accelerator Act istituito da Bruxelles, che puta proprio ad accrescere la competitività.
"Il motore dell'innovazione in Europa si è dimostrato resiliente. Ogni singolo Stato membro ha migliorato le proprie prestazioni dal 2019 e il quadro di valutazione di quest'anno mostra che la crescita sta riprendendo. Ma la corsa globale è sempre più dura e non possiamo permetterci di rallentare", afferma Ekaterina Zaharieva, Commissaria per le Start-up, la ricerca e l'innovazione
Cosa è il sistema EIS
Il sistema EIS valuta annualmente i risultati dell'innovazione negli Stati membri dell'UE, nei paesi vicini e nei principali concorrenti a livello mondiale e si basa su 32 indicatori, che riguardano l'istruzione e le infrastrutture digitali, gli investimenti pubblici e privati in ricerca e sviluppo (compresi i brevetti e le start-up) e l'impatto sull'economia, sull'ambiente e sulla società. Gli Stati membri sono classificati in quattro gruppi: "leader dell'innovazione" (prestazioni superiori del 125 % alla media dell'UE); "innovatori forti" (100-125% della media UE); "innovatori moderati" (70-100% della media UE); "innovatori emergenti" (inferiore al 70 % della media dell'UE).
Un quadro a macchia di leopardo
Svezia, Danimarca e Paesi Bassi sono ancora una volta in testa alla classifica, superando la media europea e mantenendo il loro status di "leader dell'innovazione". La Finlandia mantiene una solida quarta posizione, mentre Malta ha compiuto notevoli progressi, superando la soglia per diventare un "forte innovatore" (raggiungendo il 100-125% della media UE).
L'Italia è un Paese con un livello di innovazione "moderato", con una performance pari al 96,2% della media UE nel 2026, anche se avanza co passo più deciso e registra un incremento di ben 5 punti percentuali sul 2025 e di 15 punti sul 2019. Il nostro paese ora si classifica al 13° posto tra gli Stati membri dell'UE e al 17° posto se si considerano anche i Paesi limitrofi. La sua performance è superiore alla media dei Paesi con un livello di innovazione moderato (pari in media all'86,4%).
Al di fuori dell'UE, la Corea del Sud rimane il concorrente globale più innovativo, seguita dalla Cina, che ha registrato il maggiore miglioramento negli ultimi anni. Il quadro di valutazione di quest'anno accoglie per la prima volta anche la Georgia, riflettendo la portata ampliata di Orizzonte Europa, il programma faro di ricerca e innovazione dell'UE.
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