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Ex Ilva, scattate 24 ore di sciopero in attesa della chiamata di Palazzo Chigi

La mobilitazione dei lavoratori - proclamata da Fim, Fiom, Uilm e Usb - è scattata questa mattina alle ore 9

Economia
Ex Ilva, scattate 24 ore di sciopero in attesa della chiamata di Palazzo Chigi
(Teleborsa) - Si torna a scioperare all'ex Ilva di Taranto, contro la decisione della Corte d'Appello di Milano, che ha confermato lo stop dell'area a caldo dell'acciaieria. I sindacati riuniti - Fim, Fiom, Uilm e Usb - hanno proclamato le prime 24 ore di sciopero, scattate alle 9 di questa mattina e sino alle 7 di domani mattina, arrivando dd occupare la strada provinciale per Statte e minacciando anche la chiusura della statale in direzione Bari.

Il corteo dei lavoratori dell'indotto e dei rappresentanti sindacali ha intanto raggiunto il Municipio di Taranto, dove è in corso un sit-in, ed una delegazione ha chiesto di parlare con il sindaco Piero Bitetti.

I sindacati protestano contro l'ipotesi di licenziamenti collettivi per circa 2.500 operai, causati dalla chiusura dell'area a caldo entro fine ottobre.

"Sia chiaro che non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti lavoratori", avvertono i sindacati, chiedendo garanzie occupazionali, tutela del reddito e un piano industriale per lo stabilimento ex Ilva e ribadendo che "il tempo è scaduto".

Lo sciopero di 24 ore apre una settimana di protesta sul fronte sindacale, che vede in primo piano il tavolo a Palazzo Chigi annunciato per domani, ma sinora non ancora convocato.

"Abbiamo la necessità di confrontarci non solo rispetto a quello che accadrà un secondo dopo la chiusura dell'area a caldo, ma per dare risposte ai lavoratori diretti, di Ilva in As e dell'appalto che non hanno nessuna prospettiva", ha spiegato Francesco Brigati, segretario generale della Fiom di Taranto e della Puglia, spiegando che si parla di "più di 15.000 lavoratori che non hanno nessuna prospettiva". "Siamo di fronte a un disastro sociale preannunciato e le risposte non possono essere quelle che il Governo ci ha dato", conclude.

"Emerge un problema importantissimo, quello di coprire innanzitutto con degli ammortizzatori sociali straordinari ad hoc le aziende dell'appalto che hanno già dichiarato licenziamenti collettivi", gli ha fatto eco Pietro Cantoro della segreteria territoriale Fim Taranto-Brindisi, chiedendo al governo "un programma e un piano industriale di ripresa delle attività". "La riconversione è un problema che andava affrontato - ha sottolineato - e deve essere affrontato con urgenza e chiaramente ci attendiamo scelte rispettose dell'ambiente e delle sfide che ci aspettano".

"La presidente del Consiglio intervenga con un provvedimento d'urgenza: blocco dei licenziamenti ora. La nostra Costituzione riconosce il fondamento del lavoro, la salute e l'ambiente: i lavoratori tutti, dall'indotto all'ex Ilva, non possono essere licenziati o messi in cassa integrazione a zero ore", ha concluso il segretario generale della Fiom Cgil Michele De Palma.
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