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Domenica 19 Novembre 2017, ore 05.59
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Bolla o non-bolla?

La grande incertezza contagia tutti

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Borse incerte, economie incerte, Banche centrali incerte. Ma soprattutto, domina l'incertezza geopolitica.

E' un'estate davvero strana, quest'anno: tutti si chiedono dove stia andando il mondo, tra i tanti conflitti che si aprono. Le Borse hanno perso lo slancio che avevano ritrovato dopo le elezioni americane: Donald Trump non sembra più in grado di galvanizzare l'economia, al motto “Make America Great Again”. Troppi problemi anche all'interno tra Russiagate, staff che perde i pezzi in continuazione ed ora le violenze a Charlotteville: un clima davvero pesante avvelena anche l'America.

Le Banche centrali, Fed, Bce e BoJ, sembrano anche loro assai incerte sul da farsi. L'economia americana marcia abbastanza bene, ma senza tendere al surriscaldamento: l'aumento dei tassi di interesse viene rinviato di riunione in riunione, e così gli operatori non sanno su che cosa puntare. I livelli di Wall Street sono arrivati ai massimi, con il Dow Jones ormai piatto da settimane: rischiare ancora, puntando su ulteriori guadagni sembra davvero sconsigliabile. Per giustificare i valori attuali, come rapporto tra prezzo e dividendi, l'economia dovrebbe correre assai di più.

Politica incerta, per le enormi complessità geopolitiche: l'Europa è divisa al suo interno, con la Gran Bretagna che ha abbandonato l'Unione; il Mediterraneo è pieno di focolai di conflitto, in Siria ed in Libia; l'Africa è in fermento; il mondo arabo è ancora più diviso, non solo tra sciiti e sunniti, ma questi ultimi altrettanto divisi tra l'alleanza di Egitto ed Arabia Saudita da una parte e quella tra Qatar e Turchia dall'altra; la Corea del Nord continua a provocare il Giappone e l'America con il lancio di missili. Come se non bastasse, a Barcellona un'altra strage che ha la matrice dell'estremismo islamico ci ricorda un altro fronte, ancora aperto.

Siamo di fronte alla incertezza radicale: nessuno dei processi che ritenevamo consolidati, sotto il profilo geopolitico, economico e finanziario procede in modo lineare. Ci sono fratture dappertutto.

I governi sembrano impotenti e le banche centrali altrettanto: nessuno sembra più avere in mano la guida dei processi. Gli stessi Summit mondiali, dal G7 al G20, sembrano fatti apposta per esaltare le contraddizioni e le visioni differenti.

Ci si chiede, sempre più spesso, chi siano gli alleati e chi i nemici: i primi sono sempre meno affidabili, mentre i secondi si moltiplicano, in un gioco di specchi.

Bolla o non bolla? La grande incertezza contagia tutti.

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