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Lunedì 17 Dicembre 2018, ore 11.24
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Dal 6 politico al reddito di cittadinanza

Cinquant'anni dopo: dal Movimento Studentesco al Movimento 5 Stelle

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Cinquant'anni dopo, dal 1968 al 2018, la manipolazione sociale è identica.

La fantasia al potere, la lotta al potere costituito: un imbroglio, ora come allora.

Cinquant'anni fa, nel mirino dei contestatori c'erano la sessuofobia familiare, lo Stato repressivo, la scuola di classe, il "sistema": era il '68. Una rivoluzione alternativa, sociale, giovanilistica, soppiantava quella economica fondata sul comunismo.

Il Movimento Studentesco incarnava questo fenomeno che ebbe come primo obiettivo quello di contrastare il PCI: anche loro, i comunisti ortodossi, erano parte fondamentale del "sistema" da abbattere.

Non c'era bisogno di studiare soluzioni razionali, lo slogan era chiaro: vogliamo tutto e subito, vogliamo "la fantasia al potere!". Vogliamo tutto per tutti, senza eccezioni: il 6 politico, la promozione assicurata. Perché la scuola è di classe, è quella dei ricchi: andava abbattuta nei suoi meccanismi di selezione.

Ci fu un momento in cui i cortei e le manifestazioni degenerarono: le sassaiole colpirono i celerini, i poliziotti mandati in ordine pubblico. Fu chiaro che si stava creando un solco profondo tra gli studenti che protestavano ed il vero proletariato: lo scrisse chiaramente Pier Paolo Pasolini in un articolo rimasto famoso, rilevando che i celerini non erano altro che poveri ragazzi con la divisa.

Nessuno capì che si trattava della più grande operazione di mistificazione politica mai tentata prima: occorreva dividere la società secondo uno schema diverso da quello consueto, che vedeva i padroni-sfruttatori da una parte ed i proletari-sfruttati dall'altra.

Bisognava creare una opposizione nuova, una trincea sociale fondata sulla differenza di età: i giovani contro i vecchi, i giovani come categoria sociale contro il sistema.

Finiva così la unità di classe, dove i contadini, gli operai e gli studenti erano tutti parte attiva nella stessa battaglia del proletariato contro i capitalisti. Solo Mao Tse Tung capì che era una manovra dei capitalisti, che usavano le classi intellettuali per fare saltare l'unità di classe: e li mandò tutti nei campi di rieducazione, a marcire ed a morire.

Gli intellò come li chiamano in Francia, i ricchi che si nascondono nella cosiddetta gauche-caviar, quelli che fanno i bo-bo bourgeois-bohemienne, furono i protagonisti di questo trasformismo: "portafoglio a destra e cuore a sinistra", per dirla in italiano. Sostituì l'internazionalismo proletario del comunismo con il cosmopolitismo borghese, annullando tutte insieme identità culturali, nazionali, e sessuali.

Il Movimento Studentesco, un insieme liquido e malleabile, fu incaricato di fare da protagonista di questa finta rivoluzione. In questo mascheramento, i grandi borghesi si sono installati a sinistra, l'hanno penetrata snaturandola: l'hanno trasformata nella più grande organizzazione di massa che da allora favorisce il Mercato, il Capitale, il Profitto, la Rendita. E' la sinistra beccacciona dei giorni nostri.

Allora, nel 1968, c'era da abbattere il pericolo del Comunismo che metteva in pericolo le roccaforti del potere economico.

Oggi, cinquant'anni dopo, nel 2018, siamo alle prese con la crisi sociale più devastante che l'Occidente abbia mai conosciuto da secoli. Ed allora, come se ne esce? Bisogna evitare ad ogni costo una rivolta popolare contro il Capitale finanziario, le Banche, le Assicurazioni, i Fondi di investimento, gli Edge fund che giocano quotidianamente con i nostri soldi. Il Mercato deve rimanere anonimo.

Serve un vero nemico, visibile: la Casta, i Pensionati d'oro, i Politici.

Ecco che in Italia nasce il Movimento 5 Stelle, in Grecia lievita il consenso nei confronti di Syriza, in Spagna si moltiplicano i Ciutadanos: i movimenti politici nuovi si materializzano dove la crisi è stata più grave. E mettono insieme il livore dei più giovani contro i più anziani, mai contro chi detiene davvero il potere finanziario che è stato responsabile del collasso del sistema.

Ancora una volta la grande borghesia si inventa i movimenti di protesta, imbroglia i giovani, mette davanti ai loro occhi finti nemici: i padri che hanno un lavoro, i nonni che si sono sudata la pensione.

Cinquant'anni dopo, dal 1968 al 2018, la manipolazione sociale è identica.

Dal 6 politico al reddito di cittadinanza.

Cinquant'anni dopo: dal Movimento Studentesco al Movimento 5 Stelle.

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