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Martedì 22 Gennaio 2019, ore 15.20
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Tutti i profitti del "No-Profit"

A chi vanno i profitti, tassati a sconto?

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Diciamo le cose come stanno: dietro il "no-profit" ci sono profitti ed interessi economici colossali.

Nel mondo dell'assistenza, del volontariato, della beneficenza, della cooperazione, ci sono mille e mille organizzazioni. E centinaia di migliaia di operatori, lavoratori, sono impegnati quotidianamente a favore del prossimo, dell'ambiente, dell'arte e della cultura.

Fin qui tutto bene!

Nessuno mette in dubbio il valore etico, sociale di queste attività.

Con il 2019, verrà eliminato il regime di tassazione agevolata sugli utili: se li fanno, le pagheranno come ogni altra impresa. Non si capisce perché debbano fare utili, visto che si pregiano di agire per ragioni caritatevoli ed altruistiche. E soprattutto per quale motivo debbano avere vantaggi fiscali sulla tassazione degli utili, per i quali è previsto l'obbligo che vengano reinvestiti.

Con qualche senso di imbarazzo, ora si cerca di nascondere la assurdità dei profitti che si distribuiscono: si ricorre alla dizione "not-for-profit", oppure di "Terzo Settore", intermedio tra lo Stato ed il sistema capitalistico.

E' un sistema parallelo, che sfrutta sistemi contabili semplificati e vantaggi fiscali per fare concorrenza sleale agli altri operatori. Va dalle cooperative alle associazioni assistenziali che entrano dappertutto, dagli ospedali alle carceri, ed alla ospitalità agli immigrati. Gestiscono di tutto, dai Bed & Breakfast agli asili nido, fino alle case-famiglia che ospitano i bambini delle donne tolti alle madri in difficoltà. Senza dimenticare i tanti circoli ricreativi, che sono dei veri e propri locali commerciali in cui per poter entrare bisogna prima prendere la tessera di iscrizione alla associazione: un sotterfugio.

E' un ginepraio: lo Stato favorisce le donazioni, con detrazioni fiscali, a favore delle organizzazioni "no-profit"; queste producono utili che vengono tassati in modo ridotto; e gli utili vanno in tasca ai fondatori, che magari sono gli stessi che si sono fatti la detrazione fiscale per la donazione.

A chi vanno i profitti delle Organizzazioni "No-Profit"? Mai nessuna risposta, solo alzate di spalle. Infastidite, per di più. "Si fa del male a chi fa del bene!", questo è lo slogan.

Se vogliono evitare un impatto negativo di questa misura, le modalità sono tante: investano di più, paghino meglio i collaboratori, riducano i prezzi che fanno pagare per i servizi offerti.

Tutti i profitti del "No-Profit".

(Foto: © arcady31/123RF)
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