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Perché abbandonare il dollaro?

Euro e Yen in rialzo, nonostante le difficoltà di Europa e Giappone

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Il mercato dei cambi è un termometro sensibilissimo, perché registra i movimenti di capitale soprattutto a breve: quando vendono una moneta, il prezzo di questa diminuisce a favore di quelle che vengono acquistate.

Se una delle ragioni principali per cui si compra una moneta è il miglior tasso di interesse reale che viene pagato su quel mercato, influiscono parimenti le aspettative: occupazione, crescita economica e stabilità politica.

I tassi americani hanno esercitato un forte appeal sul dollaro, che si è apprezzato sulle altre valute non appena la Fed ha mostrato di voler cambiare atteggiamento, da accomodante a restrittivo. Tutto questo risale alla prima metà del 2021, quando i dati della inflazione si fecero preoccupanti per via dell'aumento dei prezzi internazionali delle materie prime e dei prodotti energetici, principalmente gas e petrolio. La fine dell'emergenza sanitaria, in vista dell'estate, aveva rimesso in moto le economie: così si giustificava l'inflazione che comunque dipendeva dai più alti costi all'importazione.

Il rapporto Euro/Dollaro, che il 1° maggio 2021 era arrivato ad 1,22, ha cominciato a cadere scendendo sotto la parità, fino ad arrivare al cambio di 0,97 il 1° settembre 2022. La velocità con la quale la Fed aveva aumentato i tassi aveva invogliato i capitali ad acquistare dollari. A partire da quella data, il dollaro si è indebolito a favore dell'euro, che in questi giorni ha già recuperato superando quota 1,08.


La valuta giapponese aveva ampiamente anticipato questa tendenza: a partire dal 1° dicembre 2020, quando servivano all'incirca 103 Yen per comprare 1 Dollaro, il 1° ottobre scorso si è arrivati ad oltre 148 Yen. Una svalutazione davvero pesante, su cui ha influito soprattutto la strategia della BoJ, che traguarda come obiettivo il tasso pari a zero sui titoli a 10 anni, che persegue comprando i titoli del debito pubblico giapponese. E' ovvio che i rendimenti più elevati pagati sui titoli in dollari abbiano avuto un effetto magnetico sui capitali investiti in Yen. Il fatto è che, nonostante la politica monetaria sempre restrittiva della Fed, a partire dal 1° ottobre lo Yen è tornato a rafforzarsi sul dollaro, passando dal cambio di ben 148 Yen del 1° ottobre 2022 ai soli 129 Yen per 1 Dollaro che si registrano sin dall'inizio del 2023.
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