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Mercoledì 27 Maggio 2020, ore 10.57
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Il mondo parla di pace brandendo un grosso bastone

Politica ·
(Teleborsa) - I fatti che dominano nel mare delle news quotidiane sono la crisi ucraina, l'avanzata dello Stato Islamico, la Libia, Ebola, Gaza e Israele,per finire con gli attacchi informatici alle grandi banche. La maggior parte delle cause di tutto ciò è quella di una profonda rivoluzione negli affari mondiali, in quasi quattro secoli.

Uno "stufato tossico" di nuove tecnologie, vecchi rancori, erosioni dei confini geografici, alleanze a brandelli, pericoli ambientali e il fiorire degli indipendentismi, stanno rendendo il mondo più interconnesso e meno stabile ad un ritmo forsennato, costringendo i paesi occidentali a reinventarsi nuovi approcci a tutela dei propri confini, delle popolazioni e delle rispettive economie.

"Abbiamo bisogno di guardare il mondo così com'è, non per come è usato a nostro piacimento", ha detto Barry Pavel, direttore del Centro per la Sicurezza Internazionale, presso la Nato. "Guardiamo ancora alle vecchie strutture degli Stati-nazione, che non esistono più, perché sistematicamente interconnessi".

Mentre i leader, dall' ex Segretario di Stato Henry Kissinger, per finire con il presidente Barack Obama, dichiarano che la "vendita di pace è molto dura", le discussioni su come affrontare le minacce alla pace mondiale e la povertà, si basano ancora sulla costruzione di coalizioni e brandendo un grosso bastone.

Eventi epocali del secolo scorso, due guerre mondiali, l'Olocausto, l'ascesa e la caduta dell'Unione Sovietica e l'emergere della Cina sulla scena mondiale, tutto ciò ha avuto luogo all'interno dell'architettura degli stati-nazione.

"Quando si guarda il mondo di oggi, ci sono Paesi dove il 60% della popolazione è sotto i 30 anni, il 50% sotto l'età di 21, e il 40% sotto i 18 anni", ha detto il segretario di Stato John Kerry al Dipartimento di Stato a Washington, lo scorso 3 settembre. Per cui sarebbe bene prenderne atto e regolarsi di conseguenza.
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