Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie.
Chiudendo questa notifica dichiari di aver preso visione e di ACCETTARE LA PRIVACY E I COOKIE DI TELEBORSA.

 
Sabato 20 Luglio 2019, ore 11.16
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Generali presenta il Welfare Index PMI: sempre più attive le piccole e micro imprese

L'edizione 2019 del rapporto evidenzia un "salto di qualità": cresce il numero delle aziende e si rompono le barriere dimensionali. Il welfare parte dall'ascolto e rappresenta la parte integrante delle strategie delle imprese virtuose con benefici per l'azienda, per i dipendenti e per le comunità

Economia, Sostenibilità, Welfare ·
(Teleborsa) - Ascolto, strategie, benessere, produttività. Questo il "path" (sentiero) seguito dalle aziende che applicano misure di welfare aziendale, che hanno un minimo comun denominatore: la convinzione che vi sia una stretta correlazione fra benessere sociale e risultati di business. E' quanto emerso nell'ultima edizione di Welfare Index PMI, la quarta, promossa da Generali Italia con la partecipazione delle principali confederazioni italiane (Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni), che ha monitorato oltre 4 mila e 500 piccole e medie imprese italiane, il doppio rispetto all'edizione 2018. Il rapporto, presentato oggi a Roma al Salone delle Fontane (Eur), ha messo in luce una forte crescita delle aziende che hanno adottato misure di welfare, ma anche una rottura dimensionale (le piccole e micro imprese sono sempre più numerose).

Il rapporto Welfare Index PMI 2019 mette in evidenza un vero e proprio "salto di qualità" per le imprese che hanno adottato misure di welfare stabili e non temporanee in dodici aree: previdenza integrativa, sanità integrativa, servizi assistenza, polizze assicurative, conciliazione vita-lavoro, sostegno economico, formazione, sostegno all'istruzione di figli e familiari, cultura e tempo libero sostegno soggetti deboli, sicurezza e prevenzione, welfare allargato al territorio e alla comunità. Le più popolari sicurezza e prevenzione e istruzione figli. Le imprese attive, cioè quelle che hanno avviato iniziative in almeno 4 aree, sono raddoppiate in soli tre anni arrivando al 45,9% del totale (1 impresa su due). Le aziende molto attive, che avviano il welfare in almeno sei aree, sono addirittura triplicate al 19,6% con una crescita che si attesta a +36%.

Quest'anno sono 68 le aziende "welfare champion" che sono state premiate per i programmi più incisivi e originali di welfare aziendale. Fra queste l'app per la lavanderia aziendale e la spesa, il poliambulatorio aziendale, lo smart working per mamme e papà (flessibilità orario), l'istruzione per i figli dei dipendenti.

Welfare non solo per le grandi imprese


Il rapporto ha messo in luce anche una rottura dimensionale coinvolgendo sempre più le piccole e micro imprese. Le aziende più grandi ovviamente restano avvantaggiate, con una quota di quelle molto attive che arriva al 71%, ma la crescita del welfare nelle aziende più piccole appare significativa: nelle micro imprese con meno di 10 addetti si passa dal 6,8% al 12,8% e nelle piccole imprese (fino a 590 addetti) dall'11% al 24,8%.

L'azienda dentro la comunità

Quel che conta è che il welfare sia un progetto stabile e continuativo, perché gli imprenditori hanno compreso che un'azione sistematica "amplifica" i risultati, ma soprattutto parte dall'ascolto dei dipendenti e dei loro bisogni, ma soprattutto scaturisce dalla convinzione che l'azienda abbia anche un ruolo sociale a favore della comunità e dei territori. Dal rapporto emerge che le imprese molto attive hanno maturato la consapevolezza del proprio ruolo sociale, sviluppato una visione di lungo periodo,, definito obiettivi e politiche ben focalizzate, ottenuto risultati incoraggianti.

In occasione della presentazione del rapporto Teleborsa ha intervistato Marco Sesana, Amministratore delegato e Country Manager di Generali Italia, che ha parlato dei risultati della ricerca:


"Quest’anno si evidenzia un utilizzo del welfare ancora più diffuso rispetto agli anni passati. Dal 2016 ad oggi le aziende sono triplicate, quelle che utilizzano e che sono molto attive nel welfare. Si evidenziano 3 ambiti in particolare quest’anno: il primo è l’ascolto da parte dei dipendenti, un progetto strutturato deve partire dall'ascolto e questo da la possibilità di aumentare la produttività del lavoro. Nel 64% dei casi, quando si parte dall'ascolto, la produttività aumenta. L’ultimo punto che si evidenza è come il welfare attiva sul territorio e nelle comunità locali un movimento positivo, che fa bene non solo all'azienda che adotta il welfare, ma alle aziende di servizio e assistenza collegate sul territorio".

Quali sono le principali priorità del Paese?

"Abbiamo 3 priorità che si evidenziano: la prima è sanità ed assistenza, la seconda conciliazione vita-lavoro, la terza riqualificazione, giovani che hanno voglia di reinventarsi e avere nuove professioni. Su questi elementi Generali è attiva, con una nuova società, che porta il welfare in tutte le PMI, in particolare con servizi di assistenza, di sanità e tutto quello che serve per sviluppare il welfare in azienda, ed è attiva anche con i propri dipendenti. Quest’ano abbiamo deciso di aumentare del 30% le ore di formazione per riqualificare per per portare nuove competenze ai nostri dipendenti, oltre che nuove iniziative sulla conciliazione vita-lavoro che sono da sempre nel nostro corpo".


La trasparenza della normativa

"Sono passati 3 anni dalla Legge di Stabilità 2016 che cambiò molto le cose", ha affermato Enea Dallaglio, Ad di Innovation Team, mettendo i evidenzia anche gli ostacoli: solo il 27% delle imprese dichiara di avere informazioni precise sulla normativa.

"Bisogna quindi lavorare in questa direzione", ha affermato il manager, aggiungendo che "l'altra sfida è fare rete (network) perché è possibile creare iniziative di welfare anche in imprese molto piccole in modo efficiente".


L'ascolto come file rouge

"Quando 4 anni fa, quando abbiamo iniziato questa ricerca eravamo pionieri", ha sottolineato Andrea Mencattini, Ad di Generali Welion, la società del gruppo Generali dedicata al welfare aziendale.

"Quello che viene fuori oggi è che il welfare aziendale non può essere solo rappresentato da qualche euro in bonus aziendale, ma deve diventare parte integrante delle strategie di un'azienda", ha aggiunto il manager, spiegando che le imprese che praticano il welfare appaiono distribuite bene sul territorio nazionale (Nord, Sud, Centro) e in tutti i settori. "Il filo rosso che congiunge tutte è l'ascolto dei lavoratori che diventa strategia".

Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.