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Lunedì 16 Settembre 2019, ore 10.03
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Moody's, rating Italia Baa3 e outlook stabile: "Quirinale fonte di stabilità"

Nel report rivisto al ribasso il Pil per il 2019, prevedendo per l'intero anno una crescita di solo lo 0,2% dallo 0,4% ipotizzato in precedenza

Finanza ·
(Teleborsa) - Dopo aver rimandato venerdì scorso il proprio giudizio sull'Italia, Moody's oggi ha pubblicato la sua credit opinion sul nostro Paese il cui rating è Baa3 con outlook stabile. L'analisi della società di ricerche finanziarie si basa su un insieme di fattori che calibrano pesi non solo economici ma anche politici. Sul fronte governativo infatti il report evidenzia come "la forza istituzionale dell'Italia risulti più bassa rispetto alla maggior parte degli altri paesi dell'eurozona, con politici che spesso hanno avuto un atteggiamento 'volatile'. In uno scenario come questo si mostra però forte il ruolo del presidente della Repubblica nel dare stabilità al sistema politico".

"La formazione di un governo di coalizione di centrosinistra - continua la nota di aggiornamento sull'Italia andando più in profondità per quel che riguarda gli ultimi aggiornamenti sul Governo Conte Bis - dovrebbe far prevedere un periodo di stabilità politica in Italia, che è positivo nei confronti di uno scenario di debole crescita dell'economia domestica e incerte prospettive di crescita globale. Il governo - assume Moody's - dovrebbe anche consentire la presentazione tempestiva del bilancio 2020, oltre che palesarsi meno euroscettico rispetto al precedente governo del Lega/M5s e meno conflittuale nei confronti dell'Europa".

Sul fronte strettamente economico il documento mostra uno scenario di rallentamento appesantito dagli elevati livelli di debito pubblico che non sembrano essere in procinto di ridursi, oltre alla persistenza nel nostro Paese di una crescita lenta e della mancanza di un'agenda politica economica corrente. Questi i principali fattori che hanno motivano la visione creditizia di Moody sull'Italia e la conseguente valutazione, nonostante questa sia una "credit opinion" e non una decisione sul rating della Penisola.

Infine, il documento diffuso in data odierna, tocca anche il tema del Pil, riducendone le previsioni di crescita per l'intero anno a solo lo 0,2% dallo 0,4% ipotizzato in precedenza.
"Prevediamo una performance di crescita leggermente più forte nella seconda metà dell'anno, con tassi di crescita trimestrali dello 0,1-0,2% ottenuti grazie principalmente ai continui sviluppi positivi sul mercato del lavoro e sulle esportazioni".
Guardando invece al 2020, la società americana si aspetta per il Bel Paese "un'accelerazione marginale in crescita il prossimo anno, allo 0,5%, date le continue tensioni commerciali globali e le performance di crescita relativamente deboli che ci aspettiamo dai partner commerciali chiave per l'Italia, Germania e Francia. La ripresa della domanda interna- conclude il documento - dipenderà in larga misura dall'eventualità che sotto il nuovo governo "emergano una situazione politica più stabile e una piattaforma di politica economica più coerente"


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