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Iran, Trump: "Soleimani doveva essere ucciso tempo fa"

Da Twitter il presidente USA ricorda che l'Iran "non ha mai vinto una guerra ma mai perso un negoziato"

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Il Generale iraniano Qassem Soleimani doveva essere eliminato tempo fa perché "ha ucciso o ferito gravemente migliaia di americani durante un lungo arco di tempo e stava complottando per ucciderne molti altri".

Sono le parole di Donald Trump che spiega su Twitter la decisione di aver dato mandato per l'attacco con droni avvenuto a Baghdad in cui è rimasto ucciso il generale iraniano, scatenando proteste in Iran dove in migliaia sono scesi per strada al grido "Morte all'America".

L'attacco ha avuto le prime ripercussioni anche su Wall Street che ha aperto in rosso, seguita dal forte calo delle Borse europee. Secondo gli analisti, la reazione del mercato è stata al momento composta, registrando il rialzo del petrolio, il calo delle Borse e acquisti sull'oro, ma le tensioni in Medio Oriente e la possibile reazione dell'Iran potrebbero complicare uno scenario economico già fragile.

"Il lavoro e il cammino del generale Qassem Soleimani non si fermeranno e una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani e altri martiri dell'attacco della notte scorsa", ha annunciato la guida suprema iraniana Ali Khamenei.

Mentre il mondo si domanda quali saranno le conseguenze della scelta di Trump, il Presidente USA conferma su Twitter la correttezza dell'uccisione di Soleimani, accusato di essere "direttamente e indirettamente responsabile della morte di milioni di persone", tra cui le recenti vittime tra i manifestanti iraniani.

Secondo il tycoon, "l'Iran non sarà mai in grado di ammetterlo correttamente, ma Soleimani era sia odiato che temuto nel Paese. Non sono rattristati tanto quanto i leader faranno credere al mondo esterno. Avrebbe dovuto essere ucciso molti anni fa", twitta ancora Trump che ricorda come "l'Iran non ha mai vinto una guerra, ma non ha mai perso un negoziato".

La mossa del Presidente USA ha messo in allarme non solo l'Europa, ma anche la Russia, partner strategico degli Stati Uniti in Medio Oriente insieme alla Turchia. Il Presidente russo Vladimir Putin ha infatti dichiarato che l'uccisione del Generale Soleimani rischia di "aggravare la situazione" in MO.

Nel frattempo, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ricevute le informazioni dal Comando Operativo di Vertice Interforze sui contingenti nazionali presenti nei vari teatri operativi, ha innalzato le misure di sicurezza dei contingenti dove operano i soldati italiani.

Al momento l'Italia è una dei principali partner della coalizione multinazionale anti-daesh, alla quale partecipano 79 Paesi e 5 Organizzazioni Internazionali, come ricorda il sito della Difesa: 34 le missioni in cui è impegnato il nostro Paese in 24 Paesi, quasi 6.000 i militari nei teatri operativi di cui circa mille in Libano, 300 in Libia e 926 impegnati nell'operazione Prima Parthica in Iraq.

Solo lo scorso 10 novembre cinque militari italiani sono rimasti feriti nel corso di un attentato avvenuto nella zona di Suleymania, nel Kurdistan iracheno.
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