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Ex Ilva, Conte: "Entrata nel vivo trattativa con ArcelorMittal"

Patuanelli: "Trieste puà diventare modello per Taranto"

Economia ·
(Teleborsa) - "Sull'Ilva stiamo procedendo proprio in questi giorni per definire il coinvestimento pubblico e dare così attuazione agli accordi già sottoscritti il 4 marzo scorso. Il soggetto individuato a questo fine è Invitalia e la trattativa con ArcelorMittal per definire i dettagli della nuova governance è entrata nel vivo". Questo l'annuncio pubblicato ieri sulla pagina Facebook del premier Giuseppe Conte. "Ci siamo ripromessi – ha sottolineato il Presidente del Consiglio – di raggiungere ambiziosi obiettivi, ambientali e occupazionali, e siamo ben determinati a rispettare questo impegno".

Dopo il via libera di ArcelorMittal Italia all'ingresso nella compagine societaria dell'ex Ilva di Taranto a un investitore istituzionale, la scorsa settimana è già avvenuto un confronto sul coinvestimento statale tra l'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, e il consulente del governo sul dossier, Francesco Caio.

"Anche per quanto riguarda Taranto, non ci siamo mai dimenticati, nemmeno per un secondo, dell'ex-Ilva. Pochi giorni fa si è chiusa la decennale vertenza della ferriera di Servola, con la sottoscrizione dell'Accordo di Programma. Trieste può diventare un modello anche per Taranto, dove l'ingresso dello Stato dovrà tutelare ambiente e occupazione, accompagnando il privato in un percorso che dovrà trasformare l'Ilva nell'acciaieria più all'avanguardia d'Europa, in un processo di decarbonizzazione che deve iniziare subito". Ha commentato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. "E qui sì – ha aggiunto Patuanelli – che dovremo sfruttare ogni singolo centesimo messo a disposizione dall'Europa, come i fondi del Just Transition Fund. Ne ho parlato la scorsa settimana con il commissario per il Green Deal europeo Frans Timmermans, che mi ha confermato il sostegno incondizionato della Commissione europea al progetto".

Il piano industriale annunciato da ArcelorMittal a inizio mese, tuttavia, non convince il Governo. L'azienda aveva chiesto 3mila esuberi e tagli alla produzione pari a 6 milioni di tonnellate anziché gli 8 milioni prefigurati a regime nel 2025. Un quadro che vedrebbe fino al 2023 una riduzione degli occupati con relativo ricorso agli ammortizzatori sociali.

Critico sulla trattativa il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. "Accordi segreti sulle teste dei tarantini, li riteniamo irricevibili – ha affermato Melucci –. Non so a cosa si riferisca il Presidente Giuseppe Conte nel suo ultimo post sui socia, io resto alle sue parole a Taranto lo scorso Natale, erano parole di svolta verde per la comunità, non di acciaio a ciclo integrale, ormai dichiaratamente incompatibile con la vita umana dovunque in Italia ed in Europa. Noi il presunto accordo di marzo non lo conosciamo, il Governo ci ha negato anche l'accesso agli atti, noi accordi segreti sulle teste dei tarantini li riteniamo irricevibili. Bisogna discutere di tecnologie e relazione con la città, non di governance interna alla azienda. Palazzo Chigi avrà collaborazione solo se avrà il coraggio di correggere il tiro".



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