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Rete unica, Colao: in corso una valutazione, non ci si può più permettere una lunga attesa

Il ministro ambizioso sugli obiettivi europei di digitalizzazione: grazie al NGEU li raggiungeremo nei prossimi 5 anni.

Economia, Telecomunicazioni ·
(Teleborsa) - Il ministro per l'Innovazione e la Transazione digitale Vittorio Colao ha dichiarato che sulla Rete unica è in corso una valutazione ma che che non ci si può più permettere "una lunga attesa". "Poiché si tratta di un intervento cruciale per assicurare la modernizzazione del Paese la coesione sociale e l'inclusione – ha detto il ministro durante il question time alla Camera – è necessario giungere, nel più breve tempo possibile a una definizione del contesto competitivo in grado di garantire allo stesso tempo una rapida copertura delle zone interessate e il rispetto degli enunciati principi di concorrenza".

"Non possiamo permetterci di rimanere quindi in una situazione di lunga attesa che rischia di condizionare i piani, e quindi i tempi, di copertura delle reti a banda ultra larga finanziati anche con le risorse del PNRR", ha spiegato, aggiungendo che "coerentemente con l'impegno assunto verso quest'Aula lo scorso 20 luglio, si sta quindi procedendo ad una valutazione della situazione in essere che permetta di avviare i piani di investimento, per recuperare i ritardi accumulati e traguardare gli obiettivi europei".




Quanto alla digitalizzazione del Paese, il ministro Colao ha dichiarato che il governo vuole essere ambizioso "grazie anche alle risorse del Next Generation Eu", raggiungendo gli obiettivi non nel 2030 ma "entro i prossimi 5 anni". Per raggiungerli, ha dichiarato, "stiamo innanzitutto verificando la dimensione degli investimenti effettivamente necessari per soddisfare l'obiettivo della gigabit society all'interno del PNRR, incrementando sensibilmente gli investimenti originariamente previsti". "Allo stesso tempo – ha proseguito Colao – stiamo esaminando il programma di implementazione per garantire che gli interventi siano realizzati nei tempi e nei modi previsti, cercando di recuperare il ritardo accumulato".

"A riguardo, siamo convinti che due siano i principi da applicare: quello della piena neutralità tecnologica, in grado di garantire la massima copertura possibile indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, fissa o mobile; e quello del mantenimento del rispetto delle regole di mercato e dei principi che tutelano la concorrenza", ha ribadito il ministro.
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