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A2A, Mazzoncini: "Rincari in bolletta? Occorre spingere su rinnovabili e semplificare iter"

Economia, Energia ·
(Teleborsa) -
Il tema del maxi rincaro della bolletta denunciato dal ministro Cingolani sbarca a Milano, dove l'Amministratore delegato di A2A, Renato Mazzoncini, nel presentare il Bilancio di sostenibilità della Città di Milano, ha parlato del problema dell'aumento del costo delle materie prime ed anche degli ostacoli autorizzativi allo sviluppo delle rinnovabili.



Mazzoncini ha definito il costo delle materie prime "molto volatile", in entrambi i sensi, ed ha affermato che il recente aumento del costo del gas è stato "veramente inaspettato", spiegando che è legato alla riduzione delle riserve di gas metano in Europa.



"La stima che ha fatto il Ministro è una stima corretta se il prezzo rimane questo - ha sottolineato - ma il meccanismo di inseguimento dei prezzi è molto veloce. Qualora le riserve di metano vengano ripristinate, è ipotizzabile che il prezzo si abbassi, come è ragionevole pensare che anche il prezzo del petrolio al barile si abbassi".

"I ricavi delle aziende energetiche - ha spiegato il manager - sono legati all'aumento del costo delle commodities, cioè del gas e dell'olio combustibile, ed anche dell'aumento del costo della CO2, come uno degli elementi che va ad aumentare il costo in bolletta. Una considerazione - ha affermato - che dovrebbe accelerare la transizione energetica, ma anche la ragione per cui, nel Piano A2A, è previsto un dimezzamento della produzione di CO2 per Kw/ora.

"Credo che l'unica strada che ci possa essere per alleviare il costo per i cittadini sia lavorare su quella parte della bolletta, la voce oneri generali di sistema, dove effettivamente c'è uno spazio di riduzione", ha aggiunto Mazzoncini, parlando anche della crescita della capacità delle rinnovabili come di uno degli elementi che favorirà un calo del prezzo dell'energia.

"Quello che dobbiamo fare, mi sembra evidente, è risolvere il problema delle di autorizzazioni, che sta bloccando lo sviluppo delle rinnovabili e farlo velocemente, perché le aziende come la nostra oggi sono pronte a decuplicare la velocità di istallazione delle rinnovabili in Italia, che è quello che serve per arrivare al famoso "fit 55" al 2030, e cioè al 55% dell'energia elettrica rinnovabile al 2030".

Parlando dei bandi delle rinnovabili che vanno deserti, il manager ha spiegato che accade perché "a livello locale non vi sono le autorizzazioni". Di là, la necessità delle semplificazioni in modo che vi sia "certezza di tempi all'iter amministrativo".
Parlando di Milano, Mazzoncini ha ricordato che "c'è un lavoro importantissimo che dobbiamo fare" a partire dal un investimento sulla rete elettrica. "La rete gas oggi distribuisce una volta e mezza quello che distribuisce la rete elettrica, quindi dobbiamo fare uno shift per decarbonizzare dal metano all'elettrico, ma questo richiede un investimento di 1 miliardo e mezzo di euro nei prossimi 10 anni per raddoppiare la potenza elettrica. Fra i lavoro da fare anche il rifacimento di 1600 chilometri di rete elettrica".

In merito ai risultati annuali di A2A, Mazzoncini non ha voluto anticipare dati, ma ha ricordato l'ottima semestrale confermando che l'azienda "sta andando piuttosto bene".
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