Facebook Pixel
Mercoledì 26 Gennaio 2022, ore 21.27
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Credito alle imprese: botta e risposta fra Abi e Cgia sui dati

Finanza ·
(Teleborsa) - C'è qualche discrepanza sui dati dell'andamento dei prestiti alle imprese: se l’Abi afferma che il credito alle imprese ha registrato un incremento, per la Cgia di Mestre invece l’effetto delle misure governative si sarebbe già esaurito ed i prestiti sarebbero già tornati a calare.



Secondo l'associazione rappresentativa dell'artigianato e delle PMI, fra la fine di febbraio ed il mese di novembre 2020, gli impieghi bancari al lordo delle insolvenze avevano subito un’impennata importante , raggiungendo un picco di 741 miliardi, e nel periodo più nero della pandemia gli impieghi bancari lordi erogati alle imprese erano aumentati di oltre 40 miliardi. Successivamente, il flusso dei prestiti alle imprese è tornato a scendere: tra il novembre dell’anno scorso e il mese di agosto 2021, il flusso si è contratto di 22 miliardi, portando lo stock complessivo dei prestiti a quota 732,2 miliardi. Solo nell’ultimo anno (agosto 2020 su agosto 2021) la riduzione è stata di 8,9 miliardi di euro. Se allarghiamo l’arco temporale di osservazione di questo fenomeno agli ultimi 10 anni, il crollo è stato pesantissimo: -267,6 miliardi di euro.

La Cgia ritiene, in sostanza, che nonostante le garanzie pubbliche messe in campo e rifinanziate anche per il 2022, a seguito delle misure restrittive in materia di valutazione del credito introdotte a livello europeo, non convenga più alle banche erogare liquidità alle imprese.

Un'affermazione alla quale l’Abi ha prontamente replicato, segnalando che i prestiti alle imprese sono cresciuti ad agosto 2021 dell’1,2%, in base ai dati Bankitalia. Ed il vicedirettore generale dell’Abi, Gianfranco Torriero ha ricordato che "per effettuare confronti comparabili nel tempo, occorre tener conto nel periodo considerato delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari ma che rimangono come finanziamenti alle imprese"”.

Una spiegazione che la Cgia prontamente ha messo in discussione, sottolineando che il tasso di crescita dell'1,2% "in realtà è calcolato sulla media delle variazioni degli ultimi 12 mesi". Per la Cgia si tratta, dunque, "di variazioni su consistenze che, pur pulite da cartolarizzazioni e crediti ceduti, non colgono la dinamica congiunturale degli impieghi alle imprese che scendono invece di mese in mese".


Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.