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Lavoro, Bonomi: "Non serve bonus 200 euro ma taglio cuneo fiscale"

Intervenuto al Festival dell'Economia di Trento il presidente di Confindustria ha parlato anche di contratti, salario minimo e della questione energetica

Economia ·
(Teleborsa) - All'Italia non serve un bonus una tantum da 200 euro, "già finito con la prima bolletta", ma l'abbassamento del costo del lavoro. Lo ha affermato il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi al Festival dell'Economia di Trento, aggiungendo che, a proposito del salario minimo, tutti i contratti in cui è parte Confindustria sono superiori alle proposte presentate in Parlamento.



"Il livello di cui si parla, nove euro all’ora, è già superato da tutti i nostri contratti nazionali, da questo punto di vista è un tema che non riguarda Confindustria. Piuttosto - ha detto Bonomi - occorre agire per contrastare le sacche di lavoro opaco, le false cooperative, i contratti in dumping, che non dovrebbero proprio esistere".

"Il tema è se si vuole ragionare veramente e costruire un modello con un Reddito di cittadinanza o piuttosto uno strumento serio di lotta alla povertà, un salario minimo per quei settori che non hanno contratti", ha aggiunto i Presidente di Confindustria, affermando "se è così mettiamoci intorno ad un tavolo e costruiamo un sistema di questo tipo, altrimenti facciamo demagogia".

Il numero uno dell'associazione di Viale dell'Astronomia ha lanciato anche la proposta di impiegare metà dell'extragettito di 38 miliardi, previsto dal DEF, per abbassare il cuneo fiscale italiano che è molto superiore alla media europea. "Ricordo che la spesa pubblica vale mille miliardi - dice Bonomi - credo che trovare l’1,6% di questa cifra sia fattibile".

Bonomi ha poi affermato di non aver ricevuto alcuna proposta dal Ministro Orlando. "La mia proposta è chiara mentre quella del ministro del Lavoro Orlando ancora non l’ho sentita", ha precisato l'imprenditore, sollecitando il Ministro ad agire dove c'è l'illegalità ed il lavoro nero. "Se il ministro vuole davvero combattere il lavoro nero e chi lo sfrutta, - ha detto - domani andiamo a Rosarno, lì c'è una sacca di illegalità".

Respinte le accuse di voler ostacolare la firma dei contatti perché in due anni ne sono stati rinnovati 28 nazionali e dei 7 milioni di lavoratori in attesa di rinnovo solo 240mila sono nell’industria.

Bonomi ha espresso perplessità sulla capacità di procedere sulla strada delle riforme, perché ha notato che la spinta iniziale "si è affievolita", come dimostra la nuova normativa sulla concorrenza.

A proposito dekla questione energetica, il leader di Confindustria ha ribadito la sua contrarietà alla tassa sugli extraprofitti delle imprese energetiche e si è espresso invece a favore di un tetto al prezzo del gas, affermando che il Premier Draghi "è stato bravo a portare questa posizione", anche se la strada è ancora tutta in salita.
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