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GB, oggi il successore di Johnson: sarà Truss(favorita) o Sunak (a sorpresa)?

Sembra proprio che a raccogliere il testimone di BoJo sarà una donna

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Prevista per le 12,30 locali quando in Italia saranno le 13,30, la proclamazione da parte del Comitato 1922 - organismo del gruppo parlamentare Tory - dei risultati del ballottaggio per la successione al dimissionario Boris Johnson come leader del Partito Conservatore britannico (maggioritario alla Camera dei Comuni) e, da domani, automaticamente anche come primo ministro.



Tutte le previsioni indicano da settimane la vittoria di Liz Truss, 47 anni, titolare degli Esteri in carica, su Rishi Sunak, cancelliere dello Scacchiere fino a luglio, quando con le sue dimissioni dal governo contribuì a far precipitare la crisi interna alla parrocchia Tory innescata dall'onda lunga del Partygate e di altri scandali verso l'uscita di scena di BoJo.

Avanti, dunque, Truss, secondo la quale è giusto dare la priorità a un piano di riduzione fiscale sebbene a giovarne in maggior misura sia la fascia più abbiente - e di circa 250 volte secondo i calcoli - in quanto il risultato finale sarebbe a suo avviso un rilancio dell'economia e quindi benefici per tutti. E' quanto ha spiegato la stessa n una intervista alla Bbc, alla vigilia del voto per la leadership del partito Conservatore che stando alle previsioni la vedrà vincitrice e di conseguenza prossima primo ministro.

Truss ha quindi rimarcato che ritiene sbagliato guardare alla politica economica attraverso "la lente della redistribuzione", un errore che a suo avviso è stato ripetuto per troppo tempo. "Il dibattito economico negli ultimi 20 anni è stato dominato da discussioni sulla redistribuzione. - ha detto - E ciò che è accaduto è una crescita relativamente bassa".

La politica Tory intanto parla anche di un piano di emergenza per affrontare il caro-energia che considera "vitale" e che, se sarà prima ministro, svelerà entro una settimana dal suo insediamento, ha detto, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli. Ha però spiegato che l'azione deve andare "di pari passo" con un piano per potenziare l'approvvigionamento energetico interno affermando che il Regno Unito è diventato troppo dipendente dai prezzi per l'energia fissati a livello internazionale.
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