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Ryanair cresce negli aeroporti veneti ma boccia la nuova tassa in laguna

Economia, Trasporti ·
(Teleborsa) - Ryanair ha annunciato un forte incremento dell'attività operative negli aeroporti del Veneto, con 22 nuove rotte sul totale di 85 distribuite negli scali di Treviso, Venezia e Verona, e il contestuale aumento delle frequenze su 17 rotte già presenti nel network. In più, il vettore irlandese baserà un altro aeromobile al Marco Polo, per un totale di 4, in aggiunta ai due già presenti a Treviso.

Tuttavia, Ryanair continua a chiedere al Comune di Venezia di rivedere il suo proposito di introdurre una nuova tassa di 2,5 euro (per ogni passeggero in partenza) a partire da aprile 2023.



"Il Comune dovrebbe mettere al primo posto l'economia ed il turismo locali, eliminare questa tassa e consentire a Ryanair di continuare a crescere con impatto positivo sui posti di lavoro/sull’occupazione e il turismo - sottolinea la compagnia aerea - Questa nuova tassa, che si aggiunge all'addizionale comunale pari a 6,5 euro (per ogni passeggero in partenza), non solo renderebbe Venezia non competitiva rispetto ad altre destinazioni UE, ma impedirebbe alle compagnie aeree, come Ryanair, di investire, spostando la crescita verso altri aeroporti più efficienti dal punto di vista dei costi".

Camillo Bozzolo, direttore commerciale e marketing aviation del Gruppo Save, riconosce come Ryanair abbia contribuito alla ripresa del traffico negli aeroporti veneti nel 2022, generando il 30% dei 15 milioni di passeggeri complessivi che hanno utilizzato gli scali di Venezia, Treviso e Verona.
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