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Panetta (Bankitalia): va data certezza a investitori su traiettoria discendente del debito

Finanza ·
(Teleborsa) - "Per il 2023 le informazioni disponibili suggeriscono che il disavanzo e il debito pubblico sarebbero diminuiti in rapporto al prodotto. Nei prossimi anni il debito sarebbe pressoché stazionario, nonostante l'attesa di un calo del disavanzo; questo in larga misura per l'utilizzo di ingenti crediti di imposta per l'edilizia maturati negli anni scorsi. Per imprimere un'accelerazione al consolidamento dei conti pubblici occorre muoversi lungo più fronti: una gestione prudente della finanza pubblica, volta a conseguire adeguati livelli di avanzo primario, dovrà procedere al passo con riforme e investimenti capaci di rilanciare la crescita". Lo ha affermato Fabio Panetta, Governatore della Banca d'Italia, durante il congresso annuale di Assiom Forex, l'associazione degli operatori dei mercati finanziari, in corso a Genova.

La situazione italiana si inserisce poi in un contesto in cui l'attività economica dell'area euro ristagna da ben cinque trimestri, risentendo della debolezza della domanda estera e interna. "La debolezza dell'economia europea si estende al nostro paese", ha spiegato Panetta, ribadendo che "per intraprendere un sentiero di crescita sostenuta dobbiamo agire lungo due direzioni. Va data certezza agli investitori su una traiettoria discendente del debito pubblico; la riduzione dei premi per il rischio che ne potrebbe derivare renderebbe meno arduo il percorso. Vanno stimolati gli investimenti in grado di accrescere l'innovazione e la produttività".

Secondo il Governatore della Banca d'Italia, in anni recenti sono comunque "emersi segnali positivi: la maggiore accumulazione di capitale, la forza del mercato del lavoro, la capacità competitiva di molte imprese sui mercati internazionali, la solidità dei bilanci bancari. Si tratta di elementi significativi, che possono svolgere un ruolo importante per rilanciare lo sviluppo dell'Italia".

Non va inoltre dimenticato che "l'economia mondiale è frenata dalla restrizione monetaria in atto in più paesi e dall'incertezza sollevata dai conflitti in corso. Stanno emergendo fratture geopolitiche a livello globale che, se non affrontate, potrebbero compromettere le prospettive di sviluppo, l'integrazione tra paesi e l'architettura multilaterale che sorregge le relazioni internazionali dal secondo dopoguerra".
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