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Gli Ncc in piazza a Roma, 'contro il decreto Salvini': "a rischio 25 mila imprese e cinquantamila operatori del settore"

Chiesto un incontro direttamente con la premier Giorgia Meloni

Economia
Gli Ncc in piazza a Roma, 'contro il decreto Salvini': "a rischio 25 mila imprese e cinquantamila operatori del settore"
(Teleborsa) - "No ad ulteriori limitazioni per i noleggi con conducente". E' quanto chiedono le principali associazioni del settore Ncc che hanno dato vita a una protesta nazionale a Roma a cui hanno partecipato alcune centinaia di autisti, contro il ministro dei trasporti, Matteo Salvini, ribadendo la loro contrarietà sui decreti attuativi che dovrebbero, almeno secondo i manifestanti, stravolgere in peggio il loro settore. Gli Ncc hanno comunicato, tramite una lettera a tutti i parlamentari delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato, i motivi della manifestazione perché "a rischio ci sono oltre 25 mila imprese di Ncc e circa cinquantamila operatori del settore".

Una protesta "strumentale alimentata dagli interessi della multinazionale Uber, da sempre contraria a qualsiasi forma di regolamentazione", l'hanno definita i sindacati dei tassisti. Sulla stessa scia La ConfNoleggio: "Chi manifesta oggi contro il governo in materia di trasposto non lo fa per salvaguardare i diritti ma contro chi opera nella legalità".

Le richieste dei noleggiatori si riferiscono in particolare "all'obbligo per i vettori Ncc di attendere un'ora tra la fine di un servizio e l'inizio di un altro (la media europea è di soli 5 minuti), al divieto di usare qualunque forma di intermediazione (dalle piattaforme alle agenzie di viaggio ai consorzi sanitari), all'obbligo per ogni viaggiatore di comunicare preventivamente l'orario e il percorso del servizio (con evidente danno alla privacy)", spiega Andrea Romano, presidente di Muoversì, la nuova confederazione Ncc che riunisce le principali associazioni del settore noleggio con conducente. "Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini varerà tre decreti attuativi che avranno l'effetto di aggravare la già critica situazione del trasporto pubblico locale non di linea nelle nostre città. Sono atti con i quali si scavalca di fatto il Parlamento", conclude Romano, sottolineando le ragioni della protesta e la necessità di una nuova legge quadro: "Va infine sottolineato che tali decreti stanno per essere adottati senza alcun sostanziale confronto con la categoria Ncc, che nella quasi totalità delle sue associazioni ha da settimane abbandonato il tavolo ministeriale in assenza della volontà del Ministro di modificare bozze del tutto inaccettabili. Da domani ci aspettiamo che il governo ci ascolti, fermando i decreti Salvini".

Durante la manifestazione è stato portato un carro funebre con le foto del ministro Matteo Salvini e della deputata della Lega, Elena Maccanti. Le foto sono poi state rimosse.

Per i sindacati dei tassisti "in piazza sono scese solo poche centinaia di operatori che tentano di politicizzare la conclusione dell'iter di riforma del comparto previsto dalla legge 12/2019, attesa da più cinque anni, solo perché refrattari a qualsiasi tipo di controllo".

Gli organizzatori, durante la manifetsazione, hanno ribadito più volte di non volere più parlare con Salvini e, così, hanno chiesto un incontro direttamente con la premier, Giorgia Meloni. Appuntamento, che ovviamente, non c’è stato. Alla fine, però, una delegazione, verso le 17:00, è stata ricevuta in prefettura ma c’è il massimo riserbo su chi fosse presente all’appuntamento. L’obiettivo era quello di calendarizzare un incontro direttamente a Palazzo Chigi.



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