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SdR, Gioffreda (UBS AM): rally si amplia ad altri paesi e settori rispetto allo scorso anno

Finanza
SdR, Gioffreda (UBS AM): rally si amplia ad altri paesi e settori rispetto allo scorso anno
(Teleborsa) - Per il quanto riguarda il primo allentamento di politica monetaria di Fed e BCE "ci aspettiamo ancora che la prima mossa possa arrivare a giugno. È vero che l'inflazione ha sorpreso a rialzo a gennaio e febbraio negli Stati Uniti, ma se guardiamo la traiettoria è in calo ad un ritmo superiore rispetto a tutti i cicli di rialzi dei tassi che abbiamo avuto dal 1984, quindi secondo noi siamo ancora ben posizionati per un taglio dei tassi". Lo ha detto a Teleborsa Teresa Gioffreda, Investment Strategist di UBS AM, in occasione della 14esima edizione del Salone del Risparmio, l'evento simbolo dell'industria italiana del risparmio gestito, organizzato da Assogestioni.



"È vero che se la crescita economica dovesse continuare ad essere così forte negli Stati Uniti e se l'inflazione invece dovesse sorprenderci al rialzo potremmo vedere magari una Fed che ritarda rispetto a giugno, ma anche i mercati iniziano a ridurre la probabilità per giugno per la Fed", ha aggiunto.

Secondo l'esperta, "il discorso non è se si muove prima la BCE o la Fed, quanto cosa succede ai mercati se nel momento in cui le banche centrali si muovono non stanno scontando quello che dovrebbero fare. Quindi se i mercati dovessero iniziare a scontare nuovamente per esempio un taglio dei tassi della Fed per giugno e questo non si dovesse manifestare, allora avremmo una salita dei rendimenti dal punto di vista obbligazionario ma non è detto che ci sarebbe una correzione invece sulla parte azionaria. Dipende un po' anche dalle motivazioni: se le motivazioni sono quelli di una crescita solida, con utili che continuano a crescere, ovviamente il mercato azionario potrebbe continuare a beneficiarne".

"Questo scenario ci descrive comunque un contesto molto positivo anche per i mercati azionari - ha detto Gioffreda - Non vediamo all'orizzonte una possibile recessione, gli utili sono in crescita, l'inflazione è in calo e dovremmo vedere dei tagli dei tassi. Stiamo vedendo anche dei dati sulla parte globale manifatturiera che migliorano e questo in generale è positivo per la zona euro, e in realtà ci aspettiamo comunque magari una stabilizzazione della Cina e una ripresa anche sulla parte dei mercati emergenti".

"Secondo noi quest'anno il rally e la crescita si amplierà ad altri paesi e settori rispetto a quello che abbiamo visto l'anno scorso, molto concentrato sulla parte tecnologica e statunitense - ha sostenuto l'Investment Strategist di UBS AM - Quindi ci piace la zona euro e i paesi emergenti, sicuramente ci piacciono anche le small & mid cap che sono sottovalutate rispetto agli anni passati; dal lato obbligazionario, abbiamo più probabilità che i tassi salgono in caso di sorprese negative da parte delle banche centrali di quanto possano scendere visto che già si aspettano tre tagli negli Stati Uniti e quattro nella zona euro entro la fine dell'anno, ma ci aspettiamo tutto sommato una stabilità dei rendimenti. Quindi sarà importante magari anche il carry, il rendimento di partenza, per questo anche asset class come i paesi emergenti o gli high yield possono fare bene, anche se bisogna stare attenti ovviamente alla qualità e all'aumento dei tassi di default".

"Le materie prime, soprattutto il petrolio e il settore energy, ci fanno da copertura verso i rischi geopolitici, ma anche il dollaro che comunque è quell'asset class che ci permette di coprire i portafogli quando azioni e obbligazioni scendono insieme per sorprese negative sui prezzi - ha continuato Gioffreda - Sulla parte alternativa, strategie long-short sulla parte edge possono approfittare dei disallineamenti di valutazioni delle azioni; e in realtà abbiamo già visto una correzione sul mercato immobiliare e andando verso un ciclo di taglio dei tassi potremmo nella seconda parte dell'anno vedere anche una ripresa di questi mercati.



(Foto: Giovanni Ricciardi)
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