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Voto in condotta, si cambia: da bocciatura ad "esamino". Cosa prevede il ddl Valditara

che fa arrabbiare docenti e opposizioni

Economia, Scuola
Voto in condotta, si cambia: da bocciatura ad "esamino". Cosa prevede il ddl Valditara
(Teleborsa) - Il voto in condotta diventa decisamente più pesante: Se non si ha almeno il sette non si viene ammessi all'anno successivo o all'esame: se sulla pagella c'è un sei il ragazzo dovrà fare un elaborato di educazione civica, se il voto è un cinque, arriva la bocciatura.

E poi anche per quanto riguarda i crediti per l'esame di Stato, occorre almeno il nove per poterli conteggiare: approvato dall'Aula del Senato il disegno di legge messo a punto dal ministro della Scuola, Giuseppe Valditara, sulla valutazione della condotta rispetto alla quale si introduce una casistica decisamente dettagliata.

Il provvedimento, che contiene anche la norma (inserita in Commissione con un emendamento) per il ritorno nella scuola elementare dei giudizi sintetici, deve ora passare alla Camera.

Rigidità finita nel mirino di associazioni dei docenti e opposizioni, di Pd, M5s e Avs, che prima dell'inizio della seduta hanno tenuto una conferenza stampa con Cecilia D'Elia, Luca Pirondini e Peppe De Cristofaro. "Ad un architetto o un ingegnere - ha detto in Aula la Dem Simona Malpezzi, che è una insegnante - la politica non dice cosa debbano fare, ai docenti si pretende di farlo". Di parere opposto la maggioranza: il ddl Valditara, ha detto Carmela Bucalo, relatrice al provvedimento, "si pone come obiettivo centrale quello di ripristinare la cultura del rispetto nell'ambiente scolastico, riaffermando l'autorevolezza dei docenti e riportando serenità nei rapporti tra studenti e insegnanti".

"La logica securitaria e punitiva del governo si è tradotta ieri nell’approvazione del ddl Valditara sul voto in condotta, comprensivo dell'emendamento che prevede il ritorno al giudizio sintetico nella scuola primaria, smantellando la valutazione formativa introdotta poco più di tre anni fa". Questo il commento di FLC CGIL che parla di "provvedimenti che confermano l'ideologia di fondo di questa legislatura che, in nome di un presunto merito, seleziona, stigmatizza le differenze, respinge i più svantaggiati e disconosce il valore della conoscenza e della relazione educativa come strumenti di emancipazione e trasformazione per la costruzione del bene comune e di un modello sociale alternativo".

Al modello governativo selettivo e competitivo, fondato sulle disuguaglianze, la FLC CGIL "contrappone un'idea di scuola e di società, inclusiva e solidale", chiude la nota.
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