(Teleborsa) -
Riflettori di nuovo puntati sul FOMC. Il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, questa sera, dovrebbe annunciare un sostanziale
nulla di fatto sui tassi di interesse e confermare l'aspettativa di un
possibile taglio a settembre. Sviluppi pressoché scontati, in risposta agli ultimi dati occupazionali pubblicati la scorsa settimana ed alle attese per il dato sull'inflazione in uscita oggi.
Cosa aspettarsi dalla riunione di oggiAlla riunione odierna non sono attese azioni della Fed sui tassi d'interesse, che dovrebbero essere confermati nella banda di oscillazione del 5,25-5,50%. La banca centrale americana, poi, dovrebbe confermare la sua impostazione restrittiva (più falco che colomba) e la politica dei
tassi "higher for longer" (più alti più a lungo).
Il FOMC, dunque, ribadirà la necessità di centrare al più presto l'obiettivo di ridimensionamento dell'inflazione, anche in base ai dati che usciranno questo pomeriggio, e di
non aver fretta di tagliare i tassi di interesse, a conferma della inedita strategia del
"wait and see " (resta a guardare).
Il mercato del lavoro e l'inflazioneIl
doppio mandato della Fed, come noto, impone ai banchieri di soddisfare le due condizioni della piena occupazione e della stabilità dei prezzi. Fra i dati più osservati c'è dunque il
mercato del lavoro, che la scorsa settimana ha sorpreso molto positivamente il mercato. I "non-farm payrolls" (
occupati non agricoli), a maggio 2024, sono
saliti di 272mila unità, superando largamente le attese degli analisti che stimavano un aumento di 182 mila posti di lavoro e contro i 165mila posti aggiunti nel mese di aprile. Il tasso di disoccupazione, invece, è risalito leggermente al 4% dal 3,9% precedente.
L'attenzione è puntata anche sui
dati dell'inflazione in uscita proprio oggi: il dato di maggio, secondo il consensus degli analisti,
potrebbe confermare il 3,4% registrato ad aprile, dopo l'impennata al 3,5% registrata a marzo, ben lontana dal 3,1% registrato a gennaio. una inflazione che si conferma troppo alta a causa delle dinamiche salariali, che continuano a condizionare il dato.
Quale impatto sui mercatiIl
mercato azionario continua ad aggiornare i suoi
massimi storici, indifferente ad una Fed più prudente ed attendista. L'indice Nasdaq e l'indice S&P 500 hanno nuovamente aggiornato i massimi storici la vigilia e continuano ad essere sospinti dalla tecnologia e dal rally di società come Nvidia, la big dei chip per l'intelligenza artificiale.
D'altro canto, anche il
mercato obbligazionario sconta un atteggiamento attendista dei banchieri centrali: i
rendimenti dei Treasury si sono impennati di nuovo la scorsa settimana, dopo l'uscita dei dati sull'occupazione più forti del previsto.
Allo stato attuale, i mercati scontano una probabilità maggiore di un
taglio dei tassi a settembre ed un nulla di fatto nelle riunioni di giugno e luglio.
Più incerto un secondo taglio dei tassi
a novembre, il secondo prima della fine dell'anno, che sconta i forti dati occupazionali usciti la scorsa settimana.
"I dati a breve termine non sono stati particolarmente incoraggianti per un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve", spiega
Jason Simpson, Senior Fixed Income Etf Strategist di
SPDR ETF – State Street Global Advisors, aggiungendo "la filosofia della Fed è chiara: vuole essere sicura che l’inflazione non ricominci a salire. È quindi probabile che la dipendenza dai dati sia uno dei temi trattati nei commenti sulla decisione della banca centrale".