(Teleborsa) - Il
consiglio direttivo AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) si è riunito e ha dibattuto sulla riforma, attualmente in corso, del
Testo Unico della Finanza che contiene significativi cambiamenti per l'inquadramento normativo del sistema finanziario del nostro Paese. Viene giudicata "
molto favorevolmente l'attenzione che il legislatore ha voluto porre sul private capital e il complessivo set di modifiche identificate e proposte".
Si è osservato, inoltre, che
l'introduzione di un regime di "registrazione" per i gestori sottosoglia, allinea il nostro contesto regolamentare a quello europeo, dato che la registrazione è prevista dalla Direttiva AIFM (Alternative Investment Fund Managers Directive), che disciplina l'operatività dei gestori di fondi alternativi in Europa. Attualmente nel nostro mercato sono circa 40 i gestori sottosoglia su un totale di 100 SGR specializzate in fondi mobiliari chiusi, secondo quanto riportato dalla fotografia annuale degli operatori contenuta nella relazione annuale di Banca d'Italia al 31 dicembre 2024.
AIFI auspica che, grazie alla semplificazione organizzativa e della compliance, "la
registrazione faciliterà l'ingresso sul mercato di nuovi team di gestione, posizionati sulle fasce di raccolta più basse, che sono in grado di rispondere alle esigenze di crescita di start up, ma anche di PMI che costituiscono il tessuto imprenditoriale del nostro Paese".
"AIFI avvia dunque un tavolo sulla autoregolamentazione, dedicato proprio a questi gestori, con l'obiettivo di definire una base comune di condotte operative, valide per tutto il mercato, e allinearle alle migliori best practice internazionali - dichiara
Innocenzo Cipolletta, Presidente AIFI - Tale impegno è finalizzato al raggiungimento dell'obiettivo di fare crescere il mercato e valutare nuove linee di collaborazione anche internazionali".