(Teleborsa) - Annulla le perdite
Prysmian a Piazza Affari, dove il titolo, dopo essere arrivato a perdere il 4,8% in scia alla
pubblicazione dei conti, ha recuperato terreno scambiando in rialzo intorno all'1%. A pesare sulla fiducia degli investitori era stato un outlook per il 2026 giudicato "conservativo" e un EBITDA del quarto trimestre 2025 che, pur attestandosi a 622 milioni di euro, è risultato "inferiore di circa l'1% rispetto al consensus" degli analisti.
Nonostante la freddezza dei mercati, l’amministratore delegato
Massimo Battaini ha tirato dritto, definendo anche durante la call con gli analisti i risultati 2025 "eccezionali" e rilanciando con forza la strategia di espansione per linee esterne. Il manager ha confermato che il gruppo è ora pronto "a
operazioni di medie o grandi dimensioni" e ha ammesso che, dopo il closing di
Channell, la macchina dell'M&A non si è mai fermata: "Abbiamo iniziato a lavorare a
nuovi target e le discussioni sono in corso. Spero che il perimetro del gruppo possa cambiare nei prossimi 12 mesi".
Battaini vede "significative opportunità di crescita nel medio termine" puntando su "Usa, America Latina ed Europa", con un interesse specifico per l'area Latm dove il gruppo punta a "espandere la propria presenza".
Proprio sugli
Stati Uniti, che pesano per circa il 30% dei ricavi totali, si è concentrata l'attenzione degli analisti riguardo alla nuova politica tariffaria di Washington. "Sui dazi c'è una componente legata ai
metalli e una legata alle
tariffe tra stati, che vale circa il 30% e per noi non è particolarmente significativa", ha spiegato Bettaini. Secondo gli esperti di Banca Akros, tuttavia, la prudenza della società nel non includere i dazi nella guidance 2026 ha pesato sul titolo, nonostante tali misure dovrebbero avere un "impatto positivo sulle attività di Prysmian negli Stati Uniti" grazie all'
approvvigionamento locale del
rame.
Per sostenere questa "fame" di crescita, i vertici chiederanno ai soci la delega per un
aumento di capitale fino al 10% (circa 29,64 milioni di nuove azioni), strumento necessario per "supportare la crescita della società per il tramite di eventuali nuove acquisizioni", si legge in una nota. Questa strategia impone però delle scelte precise sul fronte finanziario. "Tra politica dei
dividendi, riacquisto titoli ed acquisizioni è necessario un bilanciamento", ha spiegato Battaini, ribadendo che "la nostra preferenza, in questo momento, è utilizzare le risorse che produciamo per crescere ulteriormente tramite
M&A". Solo in assenza delle "opportunità giuste", l'ipotesi di aumentare il ritorno per i soci tramite
buyback o dividendi extra diventerebbe "una possibilità nel medio termine".
Sul fronte della solidità finanziaria, l'
indebitamento netto è sceso a 3.097 milioni di euro, un dato che però risente tecnicamente dell'emissione di un
prestito ibrido da circa 1 miliardo di euro e della cessione della quota in
YOFC.
Infine, rassicurazioni sono arrivate sul
fronte italiano: Battaini non vede "nessun effetto rilevante sui piani di Terna" derivante dal
decreto bollette, convinto che la normativa "non intaccherà la crescita degli investimenti sul potenziamento della rete".