Lavoro, il Governo lavora al decreto Primo Maggio: le novità
I sindacati chiedono all'esecutivo più tempo per trovare un accordo con le imprese sul tema della rappresentanza
(Teleborsa) - Il decreto lavoro avanza a Palazzo Chigi in vista della scadenza della Festa del lavoro, data entro la quale l'esecutivo punta ad approvare quello che è stato ormai battezzato Decreto Primo Maggio. Il provvedimento, che è attualmente in fase di messa a punto, si inserisce nel quadro delle iniziative del Governo volte a rafforzare le politiche attive del lavoro.
Nella serata di ieri - riferiscono fonti di Palazzo Chigi - si è svolto un incontro presieduto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al quale hanno preso parte i Vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini (entrambi in videocollegamento), i Ministri Marina Calderone e Tommaso Foti, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, il sottosegretario con delega al Sud Luigi Sbarra, il consigliere per i rapporti con le parti sociali Stefano Caldoro ed i tecnici del Mef.
L’incontro è stato dedicato a fare il punto sulle misure in fase di elaborazione, con l’obiettivo di rafforzare le politiche per l’occupazione e contrastare il fenomeno del lavoro povero.
Per parte sindacale, però, si chiede al governo di non mettere mano al tema della rappresentanza che spetta alle parti sociali. A tale scopo Cgil, Cisl e Uil chiedono all'esecutivo di non affrettare i tempi ed attendere un loro accordo sulla rappresentata da recepire in seguito. A questo punto si ragiona su tre ipotesi: la prima più improbabile, a causa della scadenza della delega il 18 aprile, prevede l'attuazione della delega sulla retribuzione giusta ed equa e sulla contrattazione collettiva, con un richiamo ai contratti firmati dalle sigle comparativamente più rappresentative; la seconda ipotesi, più percorribile, consisterebbe nel lasciar scadere la delega del settembre scorso per dar tempo a sindacati e imprese fino a dopo l'estate di avviare un tavolo di confronto e giungere ad un accordo che sarebbe poi recepito in un testo legislativo successivo al Decreto Primo Maggio, che quindi escluderebbe il tema della rappresentanza; la terza ipotesi sarebbe quella di includere nel Decreto Primo Maggio un semplice riferimento alla rappresentanza, da affinare nel corso dell'iter parlamentare.
Quanto alle novità del Decreto Primo Maggio, si ragiona su una nuova detassazione degli incrementi contrattuali, su misure contro il working poor e sulla proroga dei bonus per le assunzioni dei giovani e in area Zes che scadono a fine aprile.
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