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Energia, Bruxelles concede a Roma una mini-clausola

da 6,5 miliardi all’anno

Economia
Energia, Bruxelles concede a Roma una mini-clausola
(Teleborsa) - Una apertura parziale con paletti ben definiti e condizioni che coniugano alcune linee guida sulle quali Bruxelles non ha intenzione di derubricare che vanno dalla necessità di garantire la sostenibilità fiscale ma anche la contrarietà ai sussidi a pioggia : la Commissione è pronta a rispondere a Roma, arrivata attraverso la lettera a firma della premier Meloni con la richiesta di estendere la deroga al Patto di stabilità per la difesa anche all'energia., con un sì parziale: Una mini-clausola da 6,5 miliardi con un tetto massimo da tredici, delimitata da paletti e condizioni piuttosto rigide.

Non è certo mistero che Ursula von der Leyen in questi anni ha coltivato un rapporto sempre più stretto con la premier italiana e se da un lato ha scelto di ascoltare le richieste del governo "con la massima attenzione", dall'altra ha il compito di tenere la barra dritta anche in vista di un possibile ulteriore peggioramento della situazione, lasciando così qualche asso ancora da giocare.


Così, dopo oltre due settimane di lavoro e di interlocuzioni discrete, la Commissione ha scelto perciò di consentire all'Italia - e a chi lo vorrà tra i 27 - un margine di flessibilità per gli investimenti legati all'energia pari all'0,3% del Pil annuo per il triennio 2026-28 ma con un tetto massimo dello 0,6%. La distribuzione di questo margine . come spiega Ansa - non è tassativa (potrebbe essere per esempio, anche uno 0,2% quest'anno e un successivo 0,4%). Lo è, invece, l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per la difesa, che vale l'1,5% del Pil annuo. Ed è in questo perimetro che la flessibilità per gli investimenti sull'energia potrà inscriversi.
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