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BCE, come ampiamente previsto via libera a rialzo tassi di 25 punti base

Prospettive incerte, con rischi al rialzo per inflazione e rischi al ribasso per crescita economica

Banche, Finanza
BCE, come ampiamente previsto via libera a rialzo tassi di 25 punti base
(Teleborsa) - Come ampiamente previsto, il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso oggi di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento dell'istituto di Francoforte, per la prima volta dal 2023. Alla base di questa decisione l'impegno a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine.

Pertanto, i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno innalzati rispettivamente al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%, con effetto dal 17 giugno 2026.

Il Consiglio, nella nota diffusa oggi, evidenzia che "il conflitto in Medio Oriente sta generando pressioni inflazionistiche" e la decisione di aumentare i tassi è "solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo shock potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l’area dell’euro".

Nello scenario di base delle nuove proiezioni degli esperti dell’Eurosistema, l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 3,0% nel 2026, al 2,3% nel 2027 e al 2,0% nel 2028. L’inflazione core (al netto della componente energetica e alimentare) si porterebbe in media al 2,5% nel 2026 e nel 2027 e al 2,2% nel 2028. Rispetto all’esercizio di marzo, gli esperti BCE hanno corretto al rialzo le proiezioni per l’inflazione del 2026 e del 2027 nello scenario di base, soprattutto a causa della traiettoria più elevata dei prezzi dell’energia, che in certa misura dovrebbero trasmettersi all’inflazione degli alimentari, dei beni e dei servizi.

Sempre nello scenario di base la crescita economica raggiungerebbe in media lo 0,8% nel 2026, l’1,2% nel 2027 e l’1,5% nel 2028. Si tratta di una revisione al ribasso per il 2026 e il 2027 che riflette l’impatto più pronunciato della guerra sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sul clima di fiducia.

Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica.
"Le implicazioni complessive della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto", prosegue il Consiglio.

Con la decisione odierna il Consiglio direttivo ritiene di essere "in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dalla guerra" e continuerà ad adottare "un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione". In particolare, hanno aggiunto i banchieri centrali, le decisioni "saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi".

La Presidente della BCE Christine Lagarde illustrerà i motivi di tali decisioni nella conferenza stampa in programma alle 14.45.
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