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Banche guidano la ripresa di Piazza Affari

In testa Mediobanca

Banche, Finanza
Banche guidano la ripresa di Piazza Affari
(Teleborsa) - In evidenza il comparto bancario a Piazza Affari, che dimostra la sua capacità di tenuta guidando gli acquisti odierni dopo le vendite della seduta precedente. Al momento in testa al listino milanese c'è Mediobanca (+2,1%), seguita da Banca MPS (+1,8%), Intesa Sanpaolo (+1,8%) e Banco BPM (+1,8%), che sovraperformano l'indice di settore, il FTSE Italia Banche, in rialzo dell'1,5%. Bene anche Bper (+1,5%), Finecobank (+1,3%), Banca Mediolanum (+1,2%) e UniCredit (+1,2%).

Sul titolo dell'istituto guidato da Andrea Orcel, all'indomani dei conti, gli analisti di Equita hanno alzato il target price a 95 da 87,5 euro, includendo il pieno consolidamento di Commerzbank (con una quota del 49,7%) e la progressiva implementazione dei piano ’Unlocked’ dal 2027, come segnalato ieri dall’AD Andrea Orcel. "UniCredit è ben posizionata per continuare a generare risultati solidi e garantire una remunerazione attraente nei prossimi anni", commenta il broker. "L’acquisizione del controllo di fatto su Commerzbank offre un’ulteriore leva di crescita e un impiego efficiente del capitale", aggiungono gli esperti.

Secondo fonti ben informate raggiunte da Bloomberg, le due banche sarebbero pronte a riprendere i colloqui, dato che l'acquisizione della rivale da parte della banca italiana si fa sempre più concreta.

Lo stesso Orcel, nella conference con gli analisti, in merito ai rapporti con il Governo tedesco su Commerzbank, ha precisato che con Berlino UniCredit sta cercando un "dialogo faccia a faccia in cui possano essere chiariti molti malintesi e in cui potremo dimostrare che siamo d'accordo su molto, molto più di quanto non si sia in disaccordo, per trovare un modo coerente di andare avanti. E saremmo felicissimi di mantenerli come azionisti".

La dinamica dei titoli bancari si inserisce in un piò ampio tentativo di recupero avviato a metà mattina tra le Borse europee sostenute dal ritracciamento dei prezzi del petrolio, con il Brent in calo del 3% sotto i 98 dollari al barile, che ha allentato i timori di una nuova ondata inflazionistica. I mercati sembrano inoltre assorbire meglio le preoccupazioni legate ai nuovi dazi commerciali imposti dall'amministrazione Trump alla Cina e ad altri 59 Paesi.

Non si è fatta attendere la reazione di Pechino che, tramite il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha dichiarato di opporsi "a tutte le forme di misure tariffarie unilaterali". "Le guerre tariffarie e le guerre commerciali non sono nell'interesse di nessuna delle parti", ha avvertito.
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