Commissari straordinari, il monito di Federcontribuenti: servono per sbloccare le opere, non per creare nuove poltrone
(Teleborsa) - In Italia lo strumento del commissario straordinario è nato per affrontare situazioni eccezionali: emergenze, ricostruzioni, grandi opere, procedure amministrative bloccate. Ma ciò che nasce come eccezione rischia, troppo spesso, di trasformarsi in una struttura parallela e permanente della Pubblica amministrazione.
E' quanto si legge in un report di Federcontribuenti che chiede quindi un censimento nazionale delle strutture commissariali, "perché oggi - scrive l'associazione - non è sufficientemente chiaro, in un unico quadro, quanti siano i commissari effettivamente in attività, quanti collaboratori abbiano, quanto costino e soprattutto quali risultati abbiano prodotto. Le cifre che circolano parlano di circa 250-270 strutture commissariali e di un costo complessivo nell'ordine di 70-100 milioni di euro l'anno, ma si tratta di una stima indicativa, che deve essere verificata attraverso un censimento ufficiale.
Il problema, però, non può essere liquidato contestando soltanto il numero: la normativa dimostra che una singola struttura commissariale può arrivare a costare anche diversi milioni di euro all'anno". Nel report Federcontribuenti ricorda come un caso documentato dal Parlamento prevede, ad esempio, per una struttura commissariale 3,7 milioni di euro annui, comprendendo commissario, dirigenti, 22 funzionari, esperti, straordinari, missioni e spese di funzionamento. "In altri casi gli oneri sono più contenuti, ma - sottolinea Federcontribuenti - comunque significativi: per una struttura commissariale la quantificazione parlamentare arriva a circa 1,65 milioni di euro annui. E la legislazione più recente continua a prevedere strutture di supporto, sub-commissari e costi che possono gravare sui quadri economici delle opere".
Non siamo dunque di fronte soltanto al compenso del commissario. Il vero costo da considerare è quello dell'intera macchina: personale, dirigenti, esperti, consulenze, missioni, straordinari, strutture e funzionamento. I dati sulle infrastrutture commissariate, si fa notare nel report, rendono il tema ancora più evidente: il monitoraggio della Camera aggiornato al novembre 2025 indica circa 210 miliardi di euro di opere nel sistema delle infrastrutture strategiche e prioritarie, con una quota rilevante ancora in progettazione o in corso di realizzazione. Per le sole opere commissariate, il 47% dei costi risultava ancora riferito a lavori in fase di progettazione. “Non diciamo che tutti i commissari siano inutili - fa presente il presidente Marco Paccagnella - diciamo che nessun commissario deve diventare eterno. Il contribuente può accettare una struttura straordinaria quando serve a risolvere rapidamente un'emergenza o a sbloccare un'opera strategica. Non può invece essere chiamato a finanziare, senza una verifica puntuale dei risultati, una seconda burocrazia costruita accanto alla prima".
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