Ucraina, Witkoff e Kushner a Kiev senza soluzioni di pace
I due negoziatori statunitensi torneranno in USA e riferiranno a trump l'esito fallimentare dei colloqui
(Teleborsa) - Dopo Mosca, i negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner arrivano a Kiev a bordo del treno 'Peace Express', con una tregua che vacilla a seguito dein continui raid al fronte e senza sostanziali passi avanti sulla strada di un accordo di pace. I due diplomatici statunitensi, inviati da Trump in missione in Europa per tentare di trovare un compromesso, non sono riusciti a strappare al Cremlino promesse che possano servire mettere la parola fine al conflitto che ormai dura da quattro anni.
A dispetto dell'ottimismo palesato da Witkoff, che si è detto convinto di avere "gli ingredienti per arrivare" alla pace, il percorso per giungere ad "una soluzione diplomatica pacifica e di successo" appare "molto difficile".
Più pessimista è apparso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che non vede una soluzione pacifica prima dell'inverno, tant'è che nelle discussioni con i negoziatori statunitensi ed i partner europei si è discusso anche della fornitura di missili Patriot e del pacchetto che servirà all'Ucraina per superare un altro inverno. "Se la guerra dovesse continuare in inverno - e finora sembra proprio di sì - contiamo molto sul 'pacchetto invernale' di cui ho discusso in dettaglio oggi con Steve, Jared e i nostri partner europei", ha sottolineato Zelensky.
A bloccare l'accordo è sempre la questione della spartizione dei territori, con Mosca che rivendica i territori russofoni che già parzialmente controlla, mentre Kiev chiede di congelare la linea del fronte. "Rimango dell'opinione che questioni così complesse si risolvano solo a livello di presidenti", ha affermato Zelensky, alludendo al trilaterale tanto caldeggiato Ucraina-Russia-Stati Uniti. A questo punto, Trump si consulterà con i suoi inviati e poi chiamerà Putin e Zelensky per gli ulteriori sviluppi.
La Russia ha anche allargato le distanze rispetto all'Europa, facendo cenno alle accuse di Berlino per la questione delle bombe di Lipsia ed affermato che rappresentano "l'inizio di una vera guerra". Una minaccia che il Governo tedesco non ha lasciato cadere nel vuoto, affermando che sta preparando uno "scudo protettivo" contro la Russia.
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