Ucraina, Mosca boccia il piano Zelensky
In Russia l'inviato della Santa Sede Monsignor Gallagher ed il capo della CIA John Ratcliffe
(Teleborsa) - L'ennesima proposta di pace per l'Ucraina è fallita all'alba del terzo giorno. Il Cremlino ha infatti bocciato il Piano di pace avanzato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, con il sostegno del gruppo dei Volenterosi, che prevedeva il cessate il fuoco, il ritiro delle truppe russe ed ucraine dal fronte ed una zona economica franca gestita da Paesi terzi.
"Il Donbass è un territorio della Federazione Russa, e difficilmente un terzo Paese può occuparsi della gestione delle regioni della Federazione Russa", ha chiarito Dmitry Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin, che ha bollato con la stessa determinazione l'annuncio del Presidente francese Emmanuel Macron relativo all'avvio delle esercitazioni di una "forza multinazinale per l'Ucraina" istituita dai Volenterosi a partire da ottobre e novembre.
Il no di Mosca non compromette l'ipotesi negoziale, che è più salda che mai, con la visita a Mosca del ministro degli Esteri vaticano Monsignor Paul Richard Gallagher per consegnare l'offerta di un "sostegno diplomatico" della Santa Sede ed aprire "uno spazio per il dialogo". Gallagher si tratterrà fino al 28 agosto ed ha già incontrato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov. Un incontro che è stato definito "franco e costruttivo". "Questa guerra deve finire", ha affermato l'inviato della Santa Sede dopo l'incontro, ribadendo che il conflitto "non può essere risolto con mezzi militari". Dal canto suo, Lavrov ha parlato di una "posizione equilibrata" del Vaticano sulla questione Ucraina ed ha espresso la sua "alta valutazione" per il " coinvolgimento attivo" nella risoluzione delle questioni umanitarie più urgenti.
Frattanto, in Russia è approdato ieri, senza esser stato annunciato, anche il capo della CIA John Ratcliffe. Un blitz a sorpresa, ma certamente non segreto, essendo atterrato all'aeroporto internazionale di Vnukovo con un vistoso aereo militare americano, partito un paio di giorni prima dalla base di Andrews in Maryland ed avendo lasciato tracce del suo passaggio un po' ovunque. Non è chiaro cosa Ratcliffe sia andato a discutere con i russi, dal momento che la mediazione russa era in fase di stallo, ma nei colloqui potrebbe esser entrato anche il dossier Iran, dopo le nuove sanzioni annunciate dagli USA contro tutti coloro che intratterrano rapporti economici o politici con Teheran.
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