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Ucraina, Putin pronto a potenziare attacchi. Negoziati "a un punto morto"

La situazione in Ucraina non cambia in vista dell'autunno ed anche l'ultimo tentativo dei volenterosi di veicolare il piano di pace di Zelensky cade nel vuoto

Politica
Ucraina, Putin pronto a potenziare attacchi. Negoziati "a un punto morto"
(Teleborsa) - Il Presidente russo Vladimir Putin considera le trattative di pace "a un punto morto" e si prepara ad una nuova escalation della guerra in Ucraina. La campagna d'autunno dovrebbe vedere la Russia tornare massicciamente sul campo dopo le elezioni della Dumma, grazie ai nuovi contingenti che il Cremlino sta organizzando nelle province russe.

Putin non si è piegato alla pressione economica esercitata dalle sanzioni dell'Occidente, né agli attacchi delle forze militari ucraina ai danni di infrastrutture strategiche, quali raffinerie e reti logistiche. Secondo Bloomberg, Mosca starebbe valutando di intensificare gli attacchi con potenti missili balistici convenzionali, lasciando come ultima chance l'uso di armi nucleari tattiche. L'offensiva avrebbe come target Kiev ed una serie di infrastrutture strategiche in altre località. Le intenzioni del leader russo sono emerse lo x orso weekend, quando Putin è intervenuto in TV, affermando che l'Ucraina "ha aperto il vaso di Pandora" e deve ora "prepararsi a subire delle ripercussioni sui settori più sensibili dell'economia".

Il Presidente ha rispedito al mittente la proposta di pace avanzata da Zelensky, con il sostegno dei Volenterosi che, oltre al cessate il fuoco ed al ritiro delle truppe dal campo, prevedeva una zona economica franca gestita da Paesi terzi. "Il Donbass è un territorio della Federazione Russa, e difficilmente un terzo Paese può occuparsi della gestione delle regioni della Federazione Russa", ha chiarito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

Nel frattempo, sono giunti a Mosca il ministro degli Esteri vaticano Monsignor Paul Richard Gallagher per una missione diplomatica della Santa Sede e per aprire "uno spazio per il dialogo" con il Cremlino, ed il direttore della Cia John Ratcliffe, secndo i media americani approdato in Russia per "contatti con i servizi di sicurezza". La sua visita è stata confermata anche dal presidente Trump, esprimendo speranza che possa contribuire a porre fine alla guerra in Ucraina. "Potrebbe venirne fuori qualcosa di buono. Stiamo lavorando sodo per porre fine a questa guerra", ha detto il Presidente.

Frattanto, il nuovo leader ungherese Peter Magyar, in contrasto con il suo predecessore Viktor Orban, notoriamente filo-russo, ha annunciato la rottura formale dell'Ungheria con la Russia, condannando "l’aggressione militare" di Mosca del 2022 ed offrendo un sostegno alla sovranità ed all’integrità territoriale dell’Ucraina. Magyar ha definito la condotta della Russia "una minaccia per l’Ungheria, l’Europa e l’ordine globale", aggiungendo che la minoranza ungherese presente in Ucraina si trova "in grave pericolo".
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