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Oggi CdM su accise poi interventi mirati. Su extraprofitti si apre dibattito UE

Il governo prorogherà oggi per alcuni giorni il taglio delle accise sul gasolio che ha raggiunto nuovi record in autostrada, mentre studia misure più mirate a sostegno delle famiglie con redditi bassi

Economia
Oggi CdM su accise poi interventi mirati. Su extraprofitti si apre dibattito UE
(Teleborsa) - E' in programma oggi alle 18 la riunione del Consiglio dei Ministri per prorogare il taglio delle accise sul gasolio, che scadono oggi 26 agosto, proprio mentre in autostrada il prezzo del diesel ha raggiunto un nuovo record storico di 2,204 uro al litro, prezzo destinato a salire oltre i 2,3 euro con l'aggiunta dei 17 centesimi di sconto.

L'idea di Palazzo Chigi è quella di estendere il taglio, magari con un piccolo ritocco, sino a inizio settembre, per poi definire un piano più mirato a favore delle "fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l'intervento più efficace e selettivo".

Lo scorso fine settimana, il Ministro Giorgetti, di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin avevano prorogato di un giorno il meccanismo delle accise mobili, che sfrutta l'extragettito IVA, estendendo di un altro giorno lo sconto di 17 centesimi sul gasolio.

In vista del CdM di oggi si è svolta ieri una riunione a Palazzo Chigi, tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi moderati Maurizio Lupi e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Un confronto necessario per definire i prossimi passi.

Il nodo centrale sono le risorse che possono essere mobilitate e si ragiona infatti su una eventuale tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, che dovrebbe essere decisa in ambito europeo per ragioni di competitività e concorrenza. Il dibattito è già aperto. L'ipotesi di tassare gli extraprofitti delle società petrolifere era stata avanzata da sei paesi europei - Germania, Italia, Austria, Polonia, Spagna e Portogallo - ma Bruxelles aveva smorzato subito gli entusiasmi, precisando che i singoli Stati europei sono "liberi di intervenire con gli strumenti nazionali nel rispetto delle regole comuni" e quindi escludendo un intervento comunitario.

Una posizione che è stata rettificata dalla Presidenza irlandese della UE, che apre a possibili discussioni in ambito europeo. "I governi di tutta Europa prestano giustamente grande attenzione agli sviluppi sui mercati dell'energia e al loro impatto sulle famiglie, sulle imprese e sull'economia nel suo complesso", afferma un portavoce della Presidenza di turno, assicurando che il Ministro delle Finanze "discuterà con i colleghi ministri europei il modo più appropriato per dare seguito alle questioni sollevate nella loro lettera".
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