Tasse, contratti, bollette, nucleare: i quattro dossier di Meloni per l'autunno
Nell'intervista a MF la presidente del Consiglio fissa le priorità dell'ultimo anno di legislatura. Il passaggio decisivo resta la legge di bilancio e le sue coperture.
(Teleborsa) - ROMA - Giorgia Meloni ha indicato in un'intervista al quotidiano finanziario MF le priorità della fase finale della legislatura, quella che porta al voto del 2027. Sono quattro i capitoli elencati dalla presidente del Consiglio: un nuovo taglio fiscale rivolto al ceto medio, il rinnovo dei contratti, misure sul caro energia e il ritorno al nucleare.
Il primo dossier è quello fiscale. Nell'intervista il perimetro del taglio non viene definito con scaglioni e aliquote: resta l'indicazione della platea, il ceto medio. È il punto su cui la prossima manovra dovrà misurarsi con il quadro d'insieme dei conti pubblici: secondo il Rapporto annuale dell'Istat la pressione fiscale italiana è salita al 43,1% del Pil e il debito pubblico resta il secondo più alto dell'Unione europea. Ogni punto di riduzione dell'Irpef richiede quindi coperture strutturali, non una tantum.
Il secondo capitolo sono i contratti. Qui il numero di partenza è già noto: a fine giugno 2026 circa 3,9 milioni di lavoratori erano in attesa del rinnovo del contratto collettivo, mentre tutti i contratti della pubblica amministrazione risultavano scaduti. Il rinnovo del pubblico impiego pesa direttamente sul bilancio dello Stato. Sullo sfondo c'è il dato che ha rovesciato la tendenza degli ultimi due anni: nel secondo trimestre 2026 gli aumenti contrattuali si sono fermati al 2,5% contro un'inflazione al 3%, dopo dieci trimestri consecutivi in cui le retribuzioni crescevano più dei prezzi. E il potere d'acquisto delle retribuzioni contrattuali resta inferiore dell'8,6% rispetto a gennaio 2019.
Il terzo fronte è l'energia, ed è quello con la scadenza più vicina. Secondo le stime di Nomisma Energia, il gas atteso a settembre a 137 centesimi al metro cubo, contro i 106 di settembre 2025, porterebbe una famiglia tipo a spendere 429 euro in più a fine anno, con l'elettricità stimata a 31,93 centesimi per kWh; il conto complessivo su luce e gas salirebbe di 515 euro annui, il 23% in più rispetto al 2025, con un impatto sulle imprese del 54%. Un intervento in bolletta è la voce più immediata da finanziare.
Il quarto punto, il nucleare, ha tempi diversi da tutti gli altri: è un programma industriale che non produce effetti nell'arco di una legge di bilancio e nell'intervista non è accompagnato da un calendario di impianti o autorizzazioni.
Le rivendicazioni sui conti sono state affidate a un confronto con il punto di partenza del mandato. Meloni ha ricordato che a inizio legislatura lo spread era intorno a 240 punti con il rischio di un declassamento, contrapponendo a quella fase una situazione oggi definita più solida sulla base dei dati dei primi due trimestri del 2026. Sono dichiarazioni della presidente del Consiglio, riferite al confronto con il dato iniziale da lei stessa citato.
Il calendario politico è stretto. Alla ripresa dei lavori parlamentari tornano in agenda anche la riforma della legge elettorale, con il nodo delle preferenze, e la governance Rai. Ma è la legge di bilancio dell'autunno, l'ultima piena della legislatura, il testo in cui le quattro priorità dovranno trovare una cifra e una copertura.
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