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Il Consiglio europeo resta diviso ma trova compromesso su ETS2

I leader europei impegnano la Commissione ad aggiornare la valutazione degli impatti del sistema di scambio delle emissioni di CO2

Economia, Energia
Il Consiglio europeo resta diviso ma trova compromesso su ETS2
(Teleborsa) - Restano distanti le posizioni dei Leader europei sulla riforma del sistema ETS, con il fronte dei Paesi del Gruppo di Visegrad — Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia - che mira a rinviare l'ETS2 al 2030, mentre i più convinti sostenitori delle energie rinnovabili puntano i piedi e ribadiscono l'indiscutibilità della transizione green e le sue tempistiche. Una posizione di mezzo è quella dell'Italia che, pur facendo asse con il Gruppo di Visegrad, non chiede uno slittamento dei termini, ma punta piuttosto a strappare una "eccezione temporanea nazionale", sul modello si quella concessa a Spagna e Portogallo nel 2023, quando fu concessa la fissazione di un price cap sull'elettricità.

Una risposta prudente, che fa perno sulla proroga del regime di aiuti di Stato per la crisi energetica, è arrivata dalla Commissione al pressing dell'Italia sul tema della "flessibilità" dei conti pubblici, che punta a considerare l'inflazione come un fattore esterno determinante per il raggiungimento delle regole fiscali.

Nessun passo indietro sulla transizione green


L'accordo del Consiglio sul capitolo ETS si è fatto attendere sino a tarda notte ed il punto di caduta si è trovato su una formulazione delle Conclusioni finali che "invita la Commissione europea ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell'ETS2, in particolare la sua concezione e le sue garanzie".

"Il Consiglio europeo - si legge nelle conclusioni - sottolinea che la transizione energetica rimane la strategia più efficace per conseguire l'autonomia strategica dell'Europa, rafforzare la resilienza, ridurre in modo strutturale i prezzi dell'energia e fornire l'energia pulita, abbondante e prodotta internamente necessaria per alimentare l'economia del futuro, accelerando l'elettrificazione e diffondendo le fonti energetiche rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, le reti nonché lo stoccaggio di energia, come anche promuovendo l'efficienza energetica".

"Nel contesto del riesame in corso del sistema ETS, e al fine di sostenere la competitività industriale europea, il Consiglio europeo ribadisce la necessità di garantire con urgenza un mercato del carbonio ben funzionante, trasparente e prevedibile, proteggere efficacemente dalla rilocalizzazione delle emissioni di CO2, ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e attenuare il suo impatto sui prezzi dell'energia elettrica, preservando nel contempo il ruolo essenziale dell'ETS nella transizione climatica ed energetica attraverso un segnale di prezzo basato sul mercato per le emissioni di carbonio che stimoli gli investimenti e l'innovazione.

La crisi energetica e le misure per mitigare gli impatti


Il Consiglio europeo ha inoltre discusso dell'impatto dell'attuale contesto geopolitico sulle catene di approvvigionamento globali, sulla sicurezza energetica e sui prezzi dell'energia e dei combustibili, compresi gli effetti sulle famiglie più vulnerabili, sull'industria e sull'economia in generale ed ha convenuto che la situazione richiede una risposta "urgente" e "coordinata", costituita da misure mirate e temporanee, che tenga conto delle "circostanze specifiche degli Stati membri" e salvaguardi allo stesso tempo il mercato unico. Il Consiglio ha dunque condiviso la scelta di Bruxelles di: prorogare il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato per i settori industriali più esposti; sviluppare un quadro a breve termine per ottimizzare la capacità e l'efficienza delle raffinerie nell'UE; adottare iniziative volte a raggruppare la domanda di energia su base volontaria.


Bilancio Ue: verso compromesso "equilibrato" e "tempestivo"


L'altro tema chiave del dibattito ha riguardato il Bilancio pluriennale dell'Ue, altro tema chiave per l'Italia, che ha preceduto il vertice Ue con una riunione dei cosiddetti "Amici della Coesione". In quella sede Meloni ha premuto sull'acceleratore perchè il bilancio sia "ambizioso" e le risorse adeguate a sostenere la coesione e l'agricoltura, a fronte di contribuzioni eque da parte degli Stati membri e senza sconti sui contributi nazionali. I leader europei - si legge nelle Conclusioni - hanno discusso degli elementi chiave necessari per un "compromesso equilibrato" ma "tempestivo", che arrivi prima della fine del 2026 per permettere l'adozione di atti legislativi nel 2027.

Avanti sul completamento dell'Unione


Il Consiglio europeo ha inoltre esaminato l'attuazione dell'agenda "un'Europa, un mercato" ed invitato la Commissione a "compiere ulteriori progressi per quanto riguarda sia il livello di ambizione che le tempistiche concordate". I leader hanno condiviso "l'urgenza di compiere progressi decisivi" riguardo una serie di elementi, in particolare "l'eliminazione degli ostacoli rimanenti, comprese la frammentazione delle prescrizioni in materia di etichettatura e imballaggi e le restrizioni territoriali dell'offerta", "la semplificazione e la riduzione degli oneri amministrativi", l'Unione dell'energia entro il 2030, il rinnovamento industriale dell'Europa, l'innovazione e la mobilitazione degli investimenti.

A proposito dell'Unione dei mercati dei capitali, "prendendo atto della recente posizione del Consiglio in merito al pacchetto sull'integrazione dei mercati e la vigilanza, che costituisce, insieme al pacchetto sulla cartolarizzazione, una componente essenziale dell'Unione del risparmio e degli investimenti", si invitano i legislatori a "concludere i negoziati su tutti i fascicoli della tabella di marcia, nonché sul pacchetto per il settore automobilistico, entro la fine dell'anno e a mantenere lo slancio nel 2027".

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