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FII: investimenti per circa 2 miliardi su settori strategici, Blue Economy e Made in Italy

All’Annual General Meeting di Roma, oltre 200 tra investitori, imprese e istituzioni. Iniziative relative ad energia, transizione energetica, aerospazio e difesa, navalmeccanica, blue economy e materie prime critiche

Economia, Finanza
FII: investimenti per circa 2 miliardi su settori strategici, Blue Economy e Made in Italy
(Teleborsa) - Circa 2 miliardi di euro tra fondi diretti e indiretti, è l’obiettivo di raccolta complessiva delle iniziative avviate nel corso del 2026 da Fondo Italiano d’Investimento (FII) che ha fatto il punto oggi a Roma in occasione dell Annual General Meeting svolto a Palazzo Colonna.


Le iniziative convergono in particolare sulle filiere ritenute strategiche per la competitività del Paese come l’energia, la transizione energetica, l’aerospazio e difesa, la navalmeccanica e blue economy e le materie prime critiche, affiancate da un intervento trasversale sulla digitalizzazione e da un ampliamento delle fonti di finanziamento alternative al credito bancario a disposizione delle PMI.

Nel dettaglio:
  • Fondo Filiere Strategiche: target di raccolta fino a 800 milioni di euro, si concentrerà sui settori dell’energia e della transizione energetica, della navalmeccanica e della blue economy, dell’aerospazio e della difesa e dell’approvvigionamento di materie critiche;
  • Fondo Imprese: veicolo del Fondo Nazionale del Made in Italy, mette a disposizione 600 milioni di euro per la crescita e il rilancio delle filiere, con particolare attenzione a transizione energetica, digitalizzazione e materie prime critiche;
  • FOF Private Debt Italia III: target di 300 milioni di euro, è finalizzato ad ampliare le fonti di finanziamento alternative al credito bancario;
  • FOF Impact II: target di 200 milioni di euro, è dedicato a investimenti con rendimenti di mercato e benefici sociali e ambientali misurabili.
All’Assemblea, che ha riunito oltre 200 tra rappresentanti delle istituzioni, investitori, imprenditori e manager, con l’intervento del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Sen. Adolfo Urso, si è discusso delle prospettive di sviluppo dell’economia italiana e del contributo che il private capital può offrire alla crescita dimensionale delle imprese, al rafforzamento delle filiere strategiche e alla competitività del sistema produttivo del Paese.

Durante il meeting, Barbara Poggiali, Presidente di Fondo Italiano d’Investimento, ha dichiarato: "Il contesto di mercato sta premiando operatori in grado di coniugare dimensione, competenze specialistiche e capacità di creare valore industriale. Nel corso del 2025 le dinamiche della raccolta di private equity e venture capital hanno espresso questa tendenza, dimostrando una crescente selettività degli investitori nell’allocazione del capitale. In un Paese in cui le PMI rappresentano la dorsale del tessuto produttivo e la principale fonte di occupazione, la sfida è accompagnare le eccellenze imprenditoriali nei percorsi di crescita dimensionale, rafforzare le filiere strategiche e favorire la nascita di campioni nazionali capaci di competere su scala internazionale. È una sfida che richiede capitale, competenze e una visione di lungo periodo".

Domenico Lombardi, Amministratore Delegato di Fondo Italiano d’Investimento, ha invece dichiarato: "Con il Piano Strategico 2026-2030 tracciamo una nuova traiettoria di crescita per Fondo Italiano d’Investimento, con l’ambizione di consolidare il nostro ruolo di investitore di mercato e piattaforma catalitica per lo sviluppo del private capital italiano. Attraverso il lancio di otto nuovi fondi, il raggiungimento di circa 5,5X miliardi di euro di capital commitment e commissioni attese intorno ai 40 milioni di euro entro il 2030, puntiamo ad ampliare la nostra capacità di mobilitare capitali a sostegno della crescita e della competitività del Paese. In questo contesto, il Fondo Filiere Strategiche e il Fondo Flexible Capital rappresentano due nuovi pilastri nella nostra visione: il primo è volto a rafforzare i corridoi industriali strategici che attraversano i comparti chiave dell’economia nazionale, favorendone l’integrazione, la resilienza e la capacità di competere su scala globale; il secondo è pensato per ampliare il ventaglio di soluzioni di capitale a disposizione delle imprese, accompagnandone i percorsi di sviluppo. Il nostro obiettivo è generare un autentico doppio dividendo, coniugando rendimenti di mercato per gli investitori e valore strutturale per il sistema economico nazionale. Le iniziative già avviate nel corso del 2026, per circa 2 miliardi di euro, rappresentano una prima e concreta manifestazione della nostra capacità di esecuzione e dell’ambizione che ispira questo percorso".

Nell’ambito dell Annual General Meeting si è svolta anche la tavola rotonda "Private Capital, PMI e Filiere Strategiche: quale agenda per la competitività italiana", che ha visto confrontarsi alcuni tra i principali protagonisti dell’industria e della finanza italiana: Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato di Fincantieri, Liviana Forza, Amministratore Delegato di Isoclima Group, Elena Goitini, Amministratore Delegato di BNL e Responsabile BNP Paribas per l’Italia, Lorenzo Mariani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, Pasqualino Monti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, Dario Scannapieco, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Cassa Depositi e Prestiti, e Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Snam.

(Foto: La tavola rotonda dell'annual general meeting dedicata alle imprese)
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