(Teleborsa) - Sale il conto che il Governo presenterà al settore finanziario per finanziare la prossima Legge di Bilancio. Il
contributo richiesto a banche e assicurazioni si attesterebbe tra 5,5 e 6 miliardi di euro, al di sopra delle attese iniziali che lo collocavano attorno ai 5 miliardi. La premier Giorgia Meloni ha
confermato che le misure sono state adottate senza un accordo preventivo con il settore.
Gli analisti di
Equita hanno provato a quantificare l'impatto sui conti degli istituti di credito. Sulla base delle loro stime, l'aumento di 3 punti percentuali dell'addizionale IRES comporterebbe un
effetto negativo medio sull'utile per azione 2027 delle banche italiane compreso tra il 4% e il 4,5%. A uscirne relativamente meno penalizzata sarebbe
UniCredit, grazie alla significativa presenza all'estero, che riduce l'esposizione del gruppo guidato da Andrea Orcel alla fiscalità domestica.
Proprio l'
IRES rappresenta il cuore dell'intervento. Con l'incremento dell'addizionale, l'aliquota complessiva salirebbe al 30,5% per le banche, con un gettito stimato in circa 1,5 miliardi di euro, e al 27% per le assicurazioni, che nel complesso dovrebbero contribuire per circa 1 miliardo, includendo anche gli anticipi di liquidità.
Il pacchetto prevede poi un
rialzo delle aliquote della
Tobin Tax sulle transazioni finanziarie, da cui sono attesi circa 1 miliardo di euro di gettito aggiuntivo, e una riduzione della deducibilità ai fini IRAP delle spese amministrative e degli ammortamenti dei beni strumentali, che scenderebbe dal 90% al 30%. Circa 500 milioni dovrebbero arrivare dalla rimodulazione della minore deducibilità degli interessi passivi, mentre il capitolo più corposo, stimato in area 2 miliardi, riguarda il differimento del recupero delle deduzioni su
DTA, svalutazioni di crediti ed eccedenze ACE.
Il giudizio degli analisti è negativo. Secondo Equita,
la tassazione pesa sul settore su due fronti: da un lato riduce direttamente la redditività, dall'altro rischia di far salire il costo del capitale, per effetto della maggiore incertezza fiscale e di un premio per il rischio più elevato richiesto dagli investitori.