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Giovedì 27 Febbraio 2020, ore 12.24
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Debitoribus nostris

Chi non può pagare, chi non vuole, chi lo fa con i soldi degli altri.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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La Fleet Prison di Londra nel 1808. Qui furono rinchiusi per secoli i debitori insolventi.L’Europa orientale e balcanica offre lo spunto per altre riflessioni. Paesi molto poveri come l’Ucraina, la Romania, la Bulgaria e i baltici (e perfino Belarus) hanno attraversato negli ultimi vent’anni momenti difficilissimi, sono stati incoraggiati in varie occasioni dal Fondo Monetario e da molti economisti a fare default, ma hanno preferito dosi per noi inimmaginabili di austerità all’insolvenza.

Al contrario la Grecia ha goduto di enormi finanziamenti comunitari, di flussi di capitale tedeschi e francesi e di tassi d’interesse che erano una frazione di quelli pagati dai paesi vicini e ha sperperato tutto in pochi anni.

Mentre la Grecia si indebitava e spendeva, la confinante Bulgaria, vivendo in povertà, ripagava i debiti e teneva il suo debito pubblico sotto stretto controllo. Il risultato è che oggi i greci, benché tuttora molto più ricchi dei bulgari, continuano a ricevere soldi da Bruxelles e Francoforte (tiratissime con i balcanici) ma preferiscono tenere la loro ricchezza privata a Sofia piuttosto che ad Atene.

Riflettiamo. I creditori hanno chiesto per anni tassi altissimi alla Bulgaria che ha pagato fino all’ultimo centesimo. La Grecia, invece, ha versato somme simboliche come interesse sul debito (lo spread era arrivato a un certo punto a 6 punti base) e alla fine non rimborserà niente. I mercati finanziari dovrebbero essere i sacerdoti dell’ottimale allocazione delle risorse, ma di fronte a casi come questi si perde davvero la fede.

Detto questo, che la Grecia sia stata ancora una volta salvata è una buona cosa. La proposta di riacquisto delle obbligazioni ristrutturate è stata studiata dai tedeschi con il massimo di tirchieria (si propone a chi aveva 100, e lo ha concambiato con 30, di riacquistare il tutto al 35 per cento di 30, ovvero a 10) e probabilmente non funzionerà, ma non importa. Si troverà qualche altro sistema per tenere in piedi la Grecia come debitore. È però importante, per chi ha in portafoglio titoli greci o sente il bisogno insopprimibile di possederne, capire che la sua controparte non è la Grecia ma la Germania.

La Grecia, infatti, per dieci anni non pagherà di tasca sua né debito né interessi. Tutto quello, poco o tanto, che affluirà alle casse dei creditori privati verrà dalla Bce o dall’Efsf-Esm, cioè da Eurolandia. Sarà Eurolandia, ovvero Berlino, ovvero la Merkel a decidere l’andamento delle obbligazioni greche. Che Atene si comporti bene o male, nei prossimi anni, sarà un fattore secondario.

(Nell'immagine la Fleet Prison di Londra nel 1808. Qui furono rinchiusi per secoli i debitori insolventi.)

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