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Sabato 28 Marzo 2020, ore 19.43
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Il rogo di Savonarola

Dopo il falò delle vanità, si prepara il falò dell’austerità.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Una festa di Incredibili e Meravigliose dopo il Termidoro.Sul piano pratico, che le dosi di austerità somministrate finora in Europa siano sbagliate è dimostrato dal circolo vizioso in cui sono caduti Portogallo, Italia e Spagna, dove politiche fiscali sempre più dure non riescono più a ridurre il disavanzo perché il Pil scende ancora più in fretta. L’impossibilità di vedere una qualsiasi luce in fondo al tunnel è anche alla base, in questi paesi, del logoramento evidente del consenso verso il progetto stesso dell’euro.

La Germania, che nell’agosto scorso ha abbandonato la difesa a oltranza dell’austerità monetaria nell’Eurozona, dalla fine del 2012 ha di fatto ripiegato parecchio anche sul piano dell’austerità fiscale. Non per sé stessa naturalmente (ha chiuso il 2012, a sorpresa, con un surplus di bilancio dell’uno per cento) ma per Francia, Spagna, Portogallo e Italia ha condonato sforamenti anche consistenti per l’anno scorso e si prepara ad accettare obiettivi molto blandi per il 2013. Obiettivi, si noti, che verranno sicuramente mancati a consuntivo.

Si intravede sempre più chiaro un congelamento dell’austerità per il 2013 e il 2014, poi si vedrà. I principi sono salvi e si va ancora tutti, a parole, verso il disavanzo zero. La Germania, come sempre, è però molto più pragmatica di come la si dipinge e si rende perfettamente conto che non si può continuare così. La cancelliera Merkel, d’altra parte, pur rimanendo costantemente in testa nei sondaggi sulle politiche del 22 settembre, sa che nulla è scontato. Alcune consultazioni regionali sono andate molto peggio del previsto, l’economia tedesca ha una crescita molto debole e una ricaduta in uno stato di crisi acuta dell’Eurozona prima del voto va assolutamente evitata.

Le borse e i bond europei stanno fiutando nell’aria questo nuovo clima e cercano giustamente di festeggiare. La fine dell’austerità riduce il rischio di implosione politica, sociale ed economica di Eurolandia ed è corretto valutare in modo meno severo gli asset finanziari.
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