Mercoledì 8 Luglio 2020, ore 16.24
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Bonaccia

Tutti tranquilli ancora per qualche settimana

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Anche i fondamentali sono più fragili di quello che sembra. La riaccelerazione americana non è così forte e certi dati positivi dei due mesi passati riflettono un'impennata delle vendite di auto dovuta a sconti temporanei e già terminati. La Cina e l'Europa appaiono in crescita regolare, ma le fragilità strutturali sono sempre lì. I grandi problemi globali dell'eccesso di debito e della produttività a crescita zero non si sono allontanati di un millimetro. Anche il quadro geopolitico ribolle sotto una superficie che appare solo increspata.

Lago Urmia, IranNon siamo dunque usciti da nessun tunnel, ma stiamo incomparabilmente meglio che in gennaio e febbraio, almeno in apparenza. In questo contesto sarebbe sprecato, da parte delle banche centrali, usare armi e munizioni che potrebbero essere ben più utili fra qualche mese.

Per questo non ci aspettiamo molto nemmeno dalla Banca del Giappone che si riunirà il 21 settembre, lo stesso giorno in cui la Fed si dichiarerà prontissima ad alzare i tassi, salvo non alzarli.

Settembre e ottobre sono storicamente i mesi più propizi per cadute grandi o piccole dei mercati azionari. Sono la stagione in cui i portafogli, appesantiti dai rialzi dei primi sette mesi, si trovano vulnerabili di fronte a qualsiasi notizia negativa.

Baccaccini sul Grande Lago Salato. UtahQuest'anno però la correzione è stata in gennaio e febbraio e i portafogli non hanno fatto ancora in tempo a ricaricarsi. Alcuni gestori e molti portafogli individuali sono ancora sottopesati e stanno coprendosi adesso con grande ritardo. Le elezioni americane, dal canto loro, paralizzano la Fed e bloccano sul nascere qualsiasi velleità di rialzo dei tassi.

Per questo ci aspettiamo un settembre e un ottobre eccezionalmente tranquilli. In compenso, la fine anno tradizionalmente propizia ai mercati azionari potrebbe essere quest'anno più turbolenta del solito, anche se per una correzione ci sarà forse da attendere la prima metà dell'anno prossimo.

Non ci sono più le stagioni di una volta.

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