Venerdì 7 Maggio 2021, ore 23.22
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Il ketchup e il dentifricio

Meccanica dei fluidi viscosi, come l'inflazione

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Tra i liquidi e i solidi non c'è soluzione di continuità e in mezzo c'è tutto un mondo di sostanze vischiose e tutta una scienza che se ne occupa. L'olio d'oliva è meno fluido dell'acqua, lo sciroppo è meno fluido dell'olio, la Nutella è ancora più vischiosa e così via. La pece ha una viscosità molto alta e perfino il vetro, che noi percepiamo come solido, può essere pensato come un fluido ad altissima viscosità.

Quando una sostanza viscosa è presente in un tubo o in un contenitore la parte centrale è più fluida e scorre quindi più velocemente delle parti vicine alle pareti, ma questo è solo uno degli interessanti comportamenti dei fluidi viscosi. Alcuni di questi, come il ketchup, sono tissotropici. La tissotropia è la proprietà di passare dallo stato di grasso pastoso quasi solido nelle fasi di quiete a quello di gel semiliquido quando sottoponiamo la sostanza a movimenti peristaltici.



Se proviamo a versare il ketchup sulle uova, come fanno la mattina gli americani, all'inizio non esce niente anche se rovesciamo completamente la bottiglietta. Proviamo allora ad agitare il contenitore e per un po' di volte continua a non uscire niente, se non qualche goccia. Provando e riprovando, alla fine, all'improvviso, ne esce fin troppo. È insomma un'arte difficile quella di calcolare i movimenti giusti per fare uscire la quantità desiderata.

L'inflazione è come il ketchup. Nel decennio scorso si è provato a risollevarla (o, per essere più precisi, si è dichiarato di volerla risollevare) ma dalla bottiglietta non è uscito molto perché in realtà la si è agitata poco. Si voleva certamente evitare la deflazione, ma si voleva anche evitare l'inflazione nel timore che questa si portasse dietro anche i tassi d'interesse. Tassi alti in un mondo a leva, ovvero molto indebitato, avrebbero rischiato di provocare elevata instabilità. È vero che dove c'è debito c'è anche credito, ma tra i due si possono creare momenti di tensione se il creditore comincia a perdere fiducia nella capacità del debitore di ripagarlo.
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